Ogni giorno nascono moltissimi cuccioli di gatto. Alcuni sono fatti nascere intenzionalmente, la maggior parte invece nasce da animali fertili randagi o casalinghi lasciati liberi.
Il numero dei gattini è molto maggiore rispetto alle famiglie disposte ad ospitarli e ogni anno, per i rifugi si pone il problema dell’abbandono, “soluzione” comune quanto illegale; molta gente abbandona i cuccioli pensando che qualcuno li raccoglierà oppure che possano sopravvivere procacciandosi il cibo da soli. In realtà quasi sempre li attende una morte crudele, per fame, malattia, freddo, incidente stradale.
Quelli che sopravvivono continueranno a riprodursi, aumentando il fenomeno del randagismo.

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Quando si decide di far avere una cucciolata al proprio animale, bisognerebbe pensarci un bel po’. E anche ammettendo che si riesca a dare una valida sistemazione a tutti i cuccioli, si continua ad alimentare il circolo della sovrappopolazione, senza tener conto del gran numero di animali abbandonati nei vari rifugi che aspettano di essere adottati.
È evidente quindi che la migliore soluzione è quella della sterilizzazione. È vero, si tratta di un atto “contro natura”, ma d’altra parte è “contro natura” anche uccidere i cuccioli o lasciarli morire in stato d’abbandono.

Ed ecco, molto sinteticamente, alcune informazioni in proposito:
non bisogna illudersi di riuscire ad impedire l’accoppiamento (basta una sola disattenzione o un imprevisto e si sono rese vane mille precauzioni);
Le femmine andrebbero sterilizzate non appena compiuto il sesto mese. I maschi andrebbero sterilizzati tra i sei e i nove mesi di età, ma in entrambi i casi l’operazione di sterilizzazione può essere fatta anche durante l’età adulta. Dopo l’operazione sono richiesti solo un giorno o due di riposo perché l’animale riprenda in pieno le forze.

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Per il maschio si può ricorrere alla castrazione, che impedisce la procreazione e rende l’animale più tranquillo, meno aggressivo e meno incline a scappare (si evitano gli scontri tra maschi rivali con conseguenze spesso gravi ed incidenti stradali). Inoltre elimina la spiacevole abitudine di marcare il territorio e previene l’insorgenza del tumore alla prostata;

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per la femmina esistono:
1. la castrazione o “ovariectomia” (asportazione delle ovaie, con o senza utero), che costituisce l’intervento risolutivo per eccellenza perché elimina il calore (niente più serenate sotto il balcone di casa!). A volte si nota un addolcimento del carattere. E’ importante sottolineare che questo intervento, se effettuato entro il primo anno di età, si è dimostrato come l’unico mezzo efficace nella prevenzione dei tumori mammari e dell’utero.

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2. la legatura delle tube, poco consigliabile nella gatta perché porta a continui calori con conseguente stato di protratto nervosismo (anche del proprietario!), evita il concepimento ma non le manifestazioni del calore, il richiamo dei maschi e le gravidanze immaginarie;

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3. in alternativa agli interventi chirurgici c’è chi sceglie trattamenti farmacologici, le cosiddette “pillole”, ma queste a lungo andare possono predisporre ad infezioni e inoltre richiedono trattamenti protratti e costosi nel tempo.

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Alcune delle più comuni obiezioni sono:

• Sterilizzare un animale lo fa ingrassare?
No, a patto che abbia una alimentazione adeguata e faccia esercizio. La sovralimentazione e la vita sedentaria sono infatti i veri responsabili dell’obesità.

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• È preferibile che le femmine abbiano almeno un parto?
Non è assolutamente necessario. Le femmine possono vivere tranquillamente senza aver mai partorito. Un tempo si consigliava un parto unicamente per facilitare il successivo intervento di sterilizzazione ma oggi, grazie alle moderne tecniche chirurgiche, l’intervento non comporta maggiori rischi se l’animale non ha mai partorito.

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• E la spesa?
La sterilizzazione è una evenienza che si verifica una sola volta durante la vita dell’animale. Sicuramente a conti fatti viene a costare di più, non solo in termini di denaro ma anche di tempo, il parto, l’accudimento dei cuccioli e la cura delle eventuali complicanze e malattie sia della madre che dei cuccioli. In quest’ottica la spesa prevista dal tariffario dell’Ordine dei Medici Chirurghi Veterinari è accessibile a tutti.

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Invitiamo dunque tutti i cittadini responsabili a far sterilizzare i propri animali, per farli vivere meglio, aiutare gli animali abbandonati che già esistono, ed evitare sofferenze future ad altri cuccioli.
Grazie.

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