Selvaggia è arrivata in sede che non aveva ancora compiuto tre mesi, tra le braccia di una bambina di dieci anni, la quale l’aveva tolta dalla strada. Angela, questo il nome della bimba, aveva notato questo batuffolino bianco tra i cespugli di un campo, ai margini del fiume Arno. Tra le due creature nacque subito amicizia e reciproca fiducia. Angela le fece un piccolo rifugio fatto di bastoncelli, erba e sassi, quindi la battezzò Selvaggia e due volte al giorno andava ad accudirla portandole da mangiare.

Ma dopo una settimana circa, sentendosi più in forze, Selvaggia aveva cominciato ad esplorare i dintorni e ad attraversare sempre più spesso la strada provinciale che porta a Subbiano, con il rischio di essere travolta dalle auto. Ecco il motivo per cui si decise, consigliata dalla mamma, a portarla nella nostra casa-rifugio, facendoci giurare che non l’avremmo mai fatta adottare ad altre famiglie: Selvaggia era sua e sua doveva rimanere! Angela ora è una signorina, ma della sua gattina non si è mai dimenticata, venendola a trovare di tanto in tanto da noi.

Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com