Molto curiosa è la storia di Olivia, incrocio di pitbull (al 75%) dal bellissimo manto grigio con riflessi verde-chiaro. Prelevata dal canile comunale di Arezzo da un’anziana signora americana, la quale ha abitato in Italia per oltre 30 anni, ha assaporato la vita di famiglia per diverso tempo, dormendo in casa sui divani (nonostante la grande cuccia posta in un ampio giardino) e assaporando i manicaretti che le venivano offerti, resti di cucina del ristorante gestito dalla signora stessa. Una vita da sogno dunque, troppo bella per poter durare.

E così è stato: improvvisamente la signora americana rimane vedova, con un mucchio di problemi di gestione e amministrativi che lei non sa come affrontare e risolvere. Pensa quindi di tornarsene negli Stati Uniti, da quei pochi parenti che le sono rimasti. Vende casa e ristorante, appiana tutte le pendenze e prepara i documenti per sè e per la cara Olivia, presentandoli al Consolato USA a Roma. Con grande sorpresa e dolore, viene a sapere che Olivia non potrà seguirla perchè la sua razza è ritenuta, negli Stati Uniti, socialmente pericolosa.
Olivia è così nuovamente destinata al canile di Arezzo. Venuto a conoscenza del problema, Lo Scudo di Pan si propone di accoglierla nella sua casa-rifugio e accordandosi con l’ ENPA che gestisce il canile, riesce a farsela affidare. Dal dispiacere di essere stata lasciata dall’anziana signora, Olivia tuttavia si è ammalata di fegato e deve mangiare esclusivamente un cibo particolare che si chiama Hepatic e prendere due pastiglie al giorno di Ursacol. Ora vive da tempo nella casa-rifugio, e le piacerebbe essere adottata a distanza da una brava famiglia, commossa dalla sua insolita storia.

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