micettiAnche i gatti soffrono la solitudine!

E’ un mito ormai sfatato che i gatti siano “opportunisti” e si affezionino alla casa e non alle persone. La realtà è molto diversa, soprattutto per i micini…

Quando la famiglia è al lavoro e i ragazzi a scuola, il micio resta solo: per un pochino s’inventa dei giochi, poi s’annoia e s’intristisce. E’ facile in questo caso che cerchi di attirare l’attenzione salendo sui mobili, facendo cadere gli oggetti, e altri piccoli guai… I veterinari comportamentalisti la definiscono “ansia da luogo chiuso”; il gattino diventa nervoso e, in qualche caso, può andare in depressione.

Una soluzione può essere quella di fornirgli un compagno di giochi: un altro gattino, non importa se della stessa cucciolata o semplice “coetaneo”. I mici giocano insieme e si fanno compagnia, e inoltre imparano a rispettare gli spazi e i momenti di riposo. In questo modo, anche passare un fine settimana fuori casa non sarà più un grosso problema! Basterà formire i mici di cibo, acqua…. e palline vaganti!

Ma quale è il metodo migliore per introdurre un secondo gattino?

2 MESI

Un micetto tanto piccolo ha bisogno di giochi, di coccole e di compagnia costante per imparare a socializzare e a relazionarsi. La cosa migliore è regalargli un “fratellino” o “sorellina”. Insieme cresceranno più sani sia fisicamente che psicologicamente.

4-6 MESI

Anche a questa età il micetto sarà felice di avere un compagno, anche un po’ più piccolo. I loro giochi possono sembrare violenti, ma è il loro istinto di predatori felini che li guida… piano piano impareranno a controllarsi e a rispettarsi a vicenda. Ricordatevi di cominciare a pensare alla sterilizzazione, se non volete andare incontro ai ben noti problemi di marcatura del territorio (per i maschi) e di lamenti infiniti (per le femmine), oltre naturalmente al problema delle cucciolate indesiderate. Per maggiori informazioni leggete le pagine dedicate alla sterilizzazione.

1 ANNO

Il gatto è ormai adulto, ma ancora curioso, e all’arrivo di un nuovo ospite potrebbe reagire in vari modi, a seconda del carattere.

E’ probabile che la prima reazione siano soffi e miagolii feroci, ma non fatevi spaventare. La cosa più importante è non sgridarlo, ma anzi rassicurarlo e coccolarlo più di prima.

Spesso introdurre un nuovo micio di sesso opposto (ovviamente sterilizzato!) si è rivelata una mossa vincente.

All’inizio i gatti vanno tenuti separati, ma che possano “sbirciarsi” (oguno penserà di avere sotto controllo l’altro); poi vanno accarezzati uno alla volta, senza lavarsi le mani, in modo che sentano il reciproco odore e si abituino. Aspettate con pazienza che il più curioso faccia la prima mossa, è indispensabile lasciar loro i propri tempi. Il risultato non è mai scontato: possono diventare ottimi amici, oppure ostentare indifferenza, o magari non accettarsi mai. In questo caso si possono mettere in casa dei diffusori di feromoni (ormoni felini del buonumore), acquistabili in farmacia o nei negozi specializzati. Diffondono nell’aria una sostanza (per noi inodore) che induce al rilassamento e alla tranquillità.

6 ANNI

Se il gatto non è più giovane, l’introduzione di un gattino sarà quasi certamente problematica, ma anche stavolta dipende dal carattere del micio. Ci sono stati casi di gatte in cui il nuovo micetto a risvegliato un grande istinto materno, c’è chi ha accettato la situazione ma senza farsi coinvolgere (ognuno si appropria dei suoi spazi e ignora l’altro) e altri che si sono offesi….

In tutti i casi mai sgridare il gatto “vecchio” se non si comporta come ci aspetteremmo noi, e mai forzarli ad un’amicizia che potrebbero non desiderare affatto.

12 ANNI

Il nostro amato micio ormai è anziano… Se ha sempre vissuto solo, c’è il rischio che una nuova giovane presenza lo avvilisca e lo renda infelice. Rispettiamo l’affetto che ci ha dato in tutti questi anni e lasciamolo trascorrere una vecchiaia serena, senza ulteriori stress.

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