Uno dei principali problemi che si pongono ai possessori di gatti è costituito dal divieto, contenuto nella maggior parte dei regolamenti condominiali, di tenere animali in appartamento.
L’amante dei gatti si trova perciò costretto talvolta alla scelta tra il rinunciare fin dall’inizio alla compagnia di un amico felino e l’accettare il rischio, tenendo ugualmente il suo micio in appartamento.
Il problema va analizzato sotto diversi punti di vista:

– Non ogni regolamento condominiale ha potere vincolante in questo senso, costituendo di fatto una limitazione all’esercizio della proprietà privata e libertà personale: solo quel regolamento che viene espressamente accettato dall’acquirente dell’appartamento nell’atto di acquisto ha il potere giuridico di imporre tale divieto; va precisato che non è necessario però che il regolamento condominiale venga riportato interamente nell’atto di acquisto. È sufficiente e necessario comunque che nell’atto notarile venga espressamente richiamato ed accettato dall’acquirente. Sarà pertanto opportuno per il gattofilo acquirente di appartamento verificare se l’atto di acquisto richiami l’approvazione del regolamento condominiale, e se questo contempli il divieto a tenere animali.

– Va poi precisato che non è consentito porre divieti generici a tenere animali: tale divieto deve riguardare solo gli animali che rechino il concreto disturbo alla quiete o attentino alla igiene ed al decoro delle parti comuni. Potrà essere allontanato perciò solo l’animale che verrà ritenuto obbiettivamente responsabile di disturbo alla quiete o all’igiene attraverso una indagine disposta dal Giudice, investito della questione da parte del soggetto che si ritiene leso. Occorre quindi: 1º che l’animale effettivamente rechi disturbo; 2º che l’ordine di allontanamento venga emesso dal Giudice. Non sarà sufficiente una delibera dell’assemblea condominiale, a cui il condomino potrà quindi validamente opporsi.

– Va infine ricordato che, anche se il regolamento condominiale nulla prevede al proposito, se il vostro micio disturba o comunque reca danno al vicino, è sempre possibile il rischio di un allontanamento coatto; le serenate notturne o i vagabondaggi sulla terrazza del vicino, possono essere considerate dalla Legge come ”immissioni” e pertanto, secondo quanto dispone il nostro Codice Civile, se il Giudice ritiene che le loro ”performance” superino la normale tollerabilità, potrà disporre l’allontanamento del vostro micio.
Per fortuna, in genere tra gli animali domestici il gatto è quello che viene più facilmente accettato in condominio e provoca quindi di solito pochi problemi in questo senso, ciò soprattutto perché difficilmente esce di casa, e quindi, oltre a non essere notato dagli altri abitanti del palazzo, non provoca i tipici inconvenienti del cane, come una pipì in luogo indesiderato o “incontri ravvicinati” in ascensore o sulle scale. Il gatto è in genere un compagno più discreto e silenzioso, e perciò spesso viene accettato ugualmente anche nei palazzi ove vigono divieti più restrittivi.
Comunque, anche se bisogna riconoscere che spesso i divieti imposti dai regolamenti condominiali non vengono applicati alla lettera, è sempre necessario conoscerne i contenuti e doveroso prendere le opportune precauzioni, per la vostra tranquillità e, soprattutto, per quella del vostro amico gatto.

Dr.FULVIA PAGLIA

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