Non sono frequenti, ma neppure rare, le telefonate notturne a Lo Scudo di Pan. Alle 2,00 di una notte di maggio del 2008 il 333-9329492 comincia a squillare, mettendo in allarme la piccola casa-rifugio e i suoi ospiti. La voce del maresciallo dei Carabilnieri di Subbiano ci chiede di vestirci in fretta: bisogna andare a prendere un cane che da settimane vive da solo dentro un garage.

Dopo quindici minuti i volontari de Lo Scudo di Pan sono per strada, davanti a una villetta, assieme ai Carabinieri. Il garage viene aperto e subito un tanfo di sterco e urina si diffonde tutto attorno. Un magnifico cane nero, meticcio di labrador, esce scodinzolando all’aria aperta. E’ felice di poter respirare l’aria pulita della notte e subito simpatizza con i suoi… liberatori.

All’interno, con l’aiuto delle torce elettriche, si può vedere un grande vaso di coccio semipieno di croccantini, diversi catini in plastica alcuni dei quali contenenti ancora dell’acqua, e il pavimento interamente ricoperto delle deiezioni del povero animale prigioniero. Mentre uno dei volontari porta Diana (questo il suo nome) a fare una lunga passeggiata, l’altro prende accordi con il Maresciallo per accoglierla in modo permanente nella casa-rifugio, apprendendo così che l’attuale padrone è incappato nei rigori della Giustizia per motivi suoi, che è stato incarcerato quella notte stessa e che per diverso tempo vedrà il cielo da dietro le sbarre. Non ci crederete, ma Diana adora la divisa dei Carabinieri!

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