Cuccioli reclusi 2

Quando tira il vento, anche se è un sussurro leggero,
sento un lamento indistinto arrivare qui, nel caldo della mia casa.
Quel vento lieve, una brezza lontana,
mi porta il pesante – di piombo –
cruento fardello dei cani Green Hill
e li ascolto, lo ascolto, il lamento,
perché è così che percepisco
la ferocia dell’uomo, dio perverso del loro destino:
nati e allevati per essere sezionati, per essere sperimentati,
corpi vivi aperti, corpi sani, palpitanti, cavie X .
Quali vaccini testano in loro?
Quali malattie? Inutili supplizi …
Forse se l’uomo curasse il cancro della propria anima
riuscirebbe a guarire anche quello del corpo.
Ma è l’anima malata e
le sperimentazioni sui Green Hill servono a illuderci,
a tappare la bocca all’impotenza o….
(o servono ad arricchire chi?).
Il lamento non si attenua con la notte.
Per loro non c’è riposo, mai,
e neppure per me.
Ascolto il lamento e altri pensieri lager mi vengono in mente:
fili spinati, corrente elettrica, occhi incavati,
sguardi persi nei perché che non ebbero risposta,
divise a righe, corpi emaciati:
anche nei lager sperimentavano…

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