Vaccino contro leucemia felina

Gent.le dottoressa chiedo un’informazione riguardo il vaccino felv.
Vaccinare un gatto di 4 mesi con il trivalente + felv senza testare il gatto per la felv, può recare danno nell’anticipare o scatenare la malattia (leucemia) nel caso il gatto sia felv positivo?
Grazie
Barbara

Il vaccino della Leucemia felina è un vaccino inattivato che stimola la formazione di anticorpi circolanti e che proteggono il gatto dall’infezione della FelV. La durata è di circa un anno e il richiamo deve essere fatto più o meno nello stesso mese dell’ultimo vaccino effettuato l’anno precedente, tranne la prima volta dove si effettuano due somministrazioni a distanza di circa 20 giorni. Prima di fare questo vaccino si consiglia di fare il test perchè se il gatto fosse già leucemico sarebbe perfettamente inutile fare il vaccino. Sulla pericolosità di scatenare la malattia se già fosse presente non so rispondere ma penso che sia pericoloso come possono esserlo tutti i fattori di stress in un gatto immunodepresso.

Rigurgito del cane

Salve, ho un boxer di sei anni e mezzo che all’apparenza sta bene, ma dall’autunno scorso ha degli episodi di rigurgito due/tre volte al giorno che durano pochi secondi. Inizialmente è stato curato per una faringite con tosse, ma dopo una settimana di cura ho deciso di sospenderla pechè ha avuto una reazione allergica al farmaco (si è riempito nei testicoli di croste con sangue che dopo qualche giorno dalla sospensione del farmaco sono sparite). La situazione nonostante i farmaci non è migliorata. La tosse si, ma il rigurgito con il conato persistono.
Si tratta di rigurgito e non di vomito preceduto e seguito da gocciolamento di saliva e deglutizione. Ciò non avviene immediatamente dopo aver mangiato ma quando sta coricato. La saliva è normale. Non ci sono tracce di cibo o di sangue, il colore è biancastro tipo schiuma. mangia tantissima erba anche se faccio di tutto perchè non ne mangi. Ha un appetito spropositato rispetto allo stesso periodo di altri anni. Non è affatto dimagrito e reagisce in maniera vivace agli stimoli.
Cos’ha??
vi ringrazio già da ora.
Marisa Casula

Il rigurgito è l’espulsione di materiale dalla faringe o dall’esofago e può essere cibo o saliva. Bisogna innanzitutto distinguere con certezza il rigurgito dal vomito dove invece il materiale viene espulso dopo essere arrivato allo stomaco, distinzione non sempre possibile dall’anamnesi (quello che ci riferisce il proprietario) e dalla visita clinica. In caso di dubbio bisogna ricorrere ad uno studio radiografico, a volte utilizzando un mezzo di contrasto che permetta di capire se il materiale deglutito arriva fino allo stomaco oppure no. Chiarito questo aspetto si deve andare ad indagare sulle sue cause : queste possono essere congenite oppure aquisite successivamente nel corso della vita; possono essere di natura ostruttiva, come per esempio un corpo estraneo esofageo o un restringimento dell’esofago oppure essere date da una debolezza muscolare che colpisce la muscolatura dell’esofago. Per arrivare ad una diagnosi è necessario quindi un approfondimento che comprende esami del sangue per escludere tutte quelle malattie che possono portare a debolezza muscolare e una endoscopia per vedere se ci sono lesioni o ostruzioni all’interno dell’organo che causano questo sintomo.

Libertà e colonie feline

Salve, sono una gattara e non so come agire nei riguardi di una gattina di circa 10 anni (ovviamente sterilizzata), nata e cresciuta nella colonia felina seguita da me ed altre 2 amiche. La gattina si era ammalata di stomatite. Essendo molto docile, si era lasciata facilmente prendere e portare in clinica. L’ho tenuta in casa per 2 settimane, curata e coccolata. Avendo una casa con un piccolo giardino, l’ho fatta uscire e lei si è trovata un passaggio sulla strada. Per due giorni stava sotto le macchine Non era impaurita perche la sua colonia è praticamente un parcheggio ma non voleva nemmeno rientrare in casa. Si avvicinava al portone,e si lasciava prendere. Io, stasera, ho deciso di riportarla alla colonia, perchè mi è sembrato ingiusto di strapparla dal suo ambiente, dai suoi amici, dai suoi odori…Ora, però, non so se ho fatto bene e questo mi fa star male. Magari col tempo si abituerebbe a casa mia, ai miei gatti… Anche perchè era sempre molto tranquilla. Mi può dare, per favore, il suo consiglio?
Hana Scandicci

E’ meglio vivere in città con tutti i servizi a disposizione come scuola ospedale, teatro e cinema, farmacie,poste, negozi per ogni esigenza ma annegati nel traffico e passare ore a cercare un posto per la macchina, a respirare smog, a essere sopraffatti da rumori molesti a tutte le ore del giorno e della notte oppure a vivere in una bella casetta lontano da tutto immersa nel verde, con splendidi paesaggi, aria buona, magari tanti animali intorno ma non potersi muovere se nevica, avere difficoltà per l’allaccio di luce e gas, dover prendere la macchina anche solo per comprare un pezzetto di pane?

Ognuno sceglie in base alle sue esigenze e alla sua cultura, i nostri animali non scelgono, siamo noi a scegliere per loro e non è mai facile capire se facciamo la cosa giusta.Così chi può dire se un animale preferisce mangiare tutti i giorni, al caldino della sua cuccia ma senza mai mettere fuori il naso di casa o cacciare, bighellonare e godere di un bel prato libero come il vento ma soffrire il freddo e i pericoli della strada.

Sicuramente una gatta che per dieci anni ha vissuto nel solito ambiente non si adatta facilmente ad una nuova situazione e a volte i cambiamenti non accettati portano ad un tale stato di stress che si può anche pregiudicare la salute. Infatti le colonie feline raramente vengono spostate proprio per preservare il loro equilibrio: se un gatto di una colonia è gestibile allora va bene tenerlo in un altro luogo per un tempo limitato all’eventuale terapia ma poi possono essere rimessi nel loro ambiente una volta superata la malattia. Se è arrivata a 10 anni senza problemi può farcela ancora!

Convivenza tra gatti

Buongiorno dottoressa, vorrei sottoporle il mio problema…
ho in casa gatti di diverse età, tutti trovatelli, ma la più grande (di 15 anni) è diventata molto intollerante nei confronti degli altri, soprattutto dell’ultimo arrivato. Ringhia in continuazione, soffia, mangia voracemente e vomita spesso.
Devo sottoporla a visita medica o posso pensare che si tratti di stress, e in questo caso esistono dei rimedi blandi (tipo goccine di erboristeria?)
Grazie

La convivenza tra gatti è sempre una questione spinosa; i gatti,infatti, non sono per loro natura animali che vivono in branco, come invece è per i cani, e si adattano a condividere gli spazi con i loro simili spinti dalla necessità (soprattutto alimentare). Ecco quindi che si possono trovare colonie di gatti dove però ognuno pensa ai fatti suoi.

Se poi lo spazio è limitato, come può esserlo un appartamento, il disagio della convivenza aumenta. Quando poi accogliamo un gattino in una casa dove vive già un gatto anziano, questo non penserà di certo «evviva mi hanno portato un compagno di giochi» come romanticamente pensiamo noi ma odierà da subito il nuovo usurpatore del suo posto preferito, il ladro del suo cibo, il sudicio che sporca la sua cassetta.

Se ci dice bene dopo un pò di tempo potranno convivere se non in armonia, almeno in serena sopportazione ignorandosi l’uno con l’altro, altrimenti sarà guerra aperta. Allora bisogna cercare di lasciare al gatto già residente uno spazio a lui dedicato dove il nuovo venuto non possa disturbarlo, almeno per i primi tempi; cercare anche di aumentare le cassette per i bisogni (una per gatto più una sarebbe l’ideale) e separare anche le ciotole dell’acqua e del cibo.

Si possono utilizzare nell’ambiente feromoni felini che inducono una stato di tranquillità. Più è elevato il numero dei gatti e più è difficile la convivenza; più sono vecchi i gatti già residenti e meno sono capaci di adattarsi alle novità.
Attenzione però: prima di parlare di cambiamenti del comportamento legati allo stress nei gatti di una certa età bisogna sempre escludere prima patologie organiche come per esempio problemi tiroidei, frequenti nei gatti anziani, o problemi algici, situazioni che possono dare anche alterazioni del comportamento.

Obesità nel gatto

Buongiorno, il mio gatto Tyson, sterilizzato,10 anni, pesa più di 10 kg e non fa quasi movimento anche a causa di una zoppia ad una zampa. Lo cibo con i croccantini Brit Light, ma continua ad ingrassare. Cosa può consigliarmi?
La ringrazio anticipatamente.
Terenzio

L’obesità è la malattia del nostro secolo sia per le persone che per i nostri animali. I gatti che vivono in casa poi sono molto soggetti ad ingrassare sia perchè alimentati con prodotti di solito molto nutrienti a volte in eccesso rispetto ai fabbisogni reali del gatto, sia perchè un gatto che vive esclusivamente in casa non riesce a bruciare i grassi nello stesso modo di un gatto che invece ha accesso all’esterno e che quindi con il movimento (gioco, caccia, esplorazione) consuma molta più energia. Oltretutto per un gatto casalingo il cibo diventa un modo per rompere la noia di un ambiente che anno dopo anno rimane sempre uguale. La cosa migliore quindi sarebbe la prevenzione controllando la qualità e la quantità del cibo somministrato, scegliendo da subito un cibo adatto per un gatto che non ha tanta possibilità di esercizio fisico e creando un ambiente stimolante per il gioco e l’esplorazione anche all’interno delle mura domestiche. Bisogna ricordarsi che l’obesità non è un semplice fatto estetico ma è un grave fattore predisponente a malattie cardiache, a diabete e peggiora le artrosi che si possono avere in età avanzata; inoltre rende più difficili trattamenti medici sia chirurgici a cui un animale può essere sottoposto nella sua vita.
Far dimagrire un gatto obeso invece è oltremodo difficile perchè la perdita di peso deve avvenire in maniera graduale per non sovraffaticare il fegato utilizzando alimenti specifici che non sempre sono graditi al gatto. L’alimento dovrà essere studiato apposta sia come qualità che come dosaggio per riuscire per lo meno a non far aumentare ulteriormente il peso; associato a un regime dietetico si dovrebbe stimolare un’attività ludica che consenta di consumare le calorie in eccesso. Naturalmente questo diventa molto difficile quando i gatti sono anziani o hanno difficoltà motorie, quindi occorre tanta pazienza ed impegno da parte del proprietario per riuscire a mantenere il proprio gatto a dieta per almeno 6 mesi fino ad un anno.

Quando vaccinare i gatti casalinghi

Buongiorno, ho 4 gatti di varie età (fortunatamente sani) che vivono nel mio appartamento. Non escono mai e si accontentano del terrazzo. Posso sapere se è sempre necessario vaccinarli, e nel caso, fino a quale età?
Grazie

Veramente ci sono due linee di pensiero: la prima che si possono fare le vaccinazioni ai gatti che vivono solo in appartamento una volta l’anno fino ai 4 o 5 anni di età e poi una volta ogni due anni, un’altra che invece consiglia di eseguire la vaccinazione sempre una volta l’anno perché comunque i proprietari possono essere sempre dei vettori, portando i virus con le mani gli abiti o le scarpe che vengono a contatto con feci o muco infetti. Le vaccinazioni di cui si parla sono quelle che prevengono le malattie virali respiratorie e gastrointestinali, esiste anche un vaccino per la leucemia felina ma che è consigliato solo per i gatti che escono e hanno contatti con altri gatti perchè per infettarsi devono essere morsi da un gatto infetto. E’ anche vero che con il vaccino viene fatta una visita completa, cosa molto importante soprattutto quando il gatto comincia a superare il settimo anno d’età e da un anno all’altro ci possono essere dei cambiamenti evidenti; questo a volte permette di diagnosticare precocemente certe patologie e quindi curarle con migliori risultati.

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