Tessera Amico 2012
tessera amico Solo 10 euro per sostenere le iniziative dello Scudo di Pan ed entrare nella schiera dei nostri Amici! Condividi con noi la scelta meravigliosa di proteggere gli animali indifesi e in difficoltà.
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Gioca con Lo Scudo di Pan, e rivolgi un pensiero d’amore a tutti gli animali che non hanno la fortuna di avere una casa e una famiglia con cui vivere…

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Adozioni a distanza

Si sa, molto spesso chi sceglie di adottare un cane o un gatto senza padrone preferisce che sia cucciolo. Ma a volte, pur desiderando aiutare un animale abbandonato, ci si trova nella impossibilità di ospitarlo a casa propria…

Lo Scudo di Pan ospita nella Casa-Rifugio tantissimi gatti e cani trovatelli che spesso hanno vissuto esperienze traumatiche di maltrattamento, che li hanno segnati al punto da rendere complicata la convivenza in famiglia, oppure si trovano in condizioni di salute tali da necessitare di cure speciali o di un accudimento particolare che non tutti sono in grado di offrire loro. O ancora, sono ormai anziani.

Ugualmente, questi amici, ancora meno fortunati dei loro compagni, sono creature meravigliose di cui non è giusto dimenticarsi.

Aiuta lo Scudo di Pan a prendersi cura degli animali abbandonati con l’adozione a distanza!

Un gesto d’amore importante e semplicissimo da compiere.
Per adottare a distanza un cane o un gatto basta effettuare un versamento mensile di € 15,00 per tutto il periodo per cui si desidera mantenere il proprio piccolo grande impegno. Con soli 50 centesimi al giorno ci aiuterete a curarlo e nutrirlo. Riceverete il certificato che attesta di essere diventati suoi benefattori, con la foto e la storia della sua vita. Periodicamente riceverete un aggiornamento sul vostro nuovo amico ed i suoi personali ringraziamenti… via e-mail.

L’importo versato è detraibile dalla vostra dichiarazione dei redditi. Il versamento di più quote mensili in un’unica soluzione permette di risparmiare sulle tasse postali.

- Quota mensile          15 Euro
- Quota trimestrale    45 Euro
- Quota semestrale   90 Euro

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Puoi effettuare la tua donazione tramite bollettino postale o versamento/bonifico bancario con intestazione “LO SCUDO DI PAN” specificando la causale: ADOZIONE A DISTANZA.

Conto Corrente Postale   72273154
Codice IBAN: IT47 P076 0114 1000 0007 2273 154

Conto Corrente Banca Etruria Agenzia di Capolona
Codice IBAN: IT80 C053 9071 3500 0000 0005 931

In entrambi i casi ricordatevi di indicare chiaramente il nome del cane o del gatto che avete scelto di adottare e se desiderate che il vostro nome compaia accanto alla sua foto.

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I cani e i gatti adottabili a distanza dallo Scudo di Pan sono davvero tanti…

Ve li presentiamo in queste pagine, con i nomi, le loro storie e  le foto. Tanti musetti e tanti sguardi a cui è difficile resistere, come è difficile scegliere quale trovatello adottare…

Ma una cosa è sicura: con questo gesto di generosità aiuterete i nostri amici a vivere sereni e godere di un maggiore benessere.

Lo Scudo di Pan con la consueta trasparenza che caratterizza la sua attività, informa che i fondi raccolti grazie alle adozioni a distanza vanno a sostegno di tutti i meravigliosi animali ospitati nella Casa-Rifugio.

Adotta un cane a distanza

flippo lippoFLIPPO LIPPO
adottato a distanza da Margherita Buti

Avete presente una tranquilla domenica di settembre? Era il 1997 e dopo mesi e mesi di siccità diluviava da far paura! Maria Pia e Andrea stavano viaggiando verso l’Emilia quando Maria Pia inchiodò bruscamente la vettura dicendo: “C’è un animale!” e si fermò lungo il ciglio della strada. Tra l’erba del fossato spuntava un musino sormontato da due occhi pieni di spavento. Era un cucciolo di cane, bagnato fradicio, con le orecchie appiccicate alla testa, il quale anzichè venirci incontro si ritirò nel fondo del fosso e da lì ci guardava, impaurito e sospettoso.

Pioveva, di ombrelli a bordo non ce n’erano, e ci vollero buoni dieci minuti per convincere il malcapitato a fidarsi di loro e lasciarsi prendere. Fu immediatamente avvolto in un caldo plaid e asciugato come meglio si poteva. Era giovanissimo, sui cinque mesi, corto di zampe e lungo di schiena, così lungo che un nome solo non bastava per rappresentarlo tutto. Venne pertanto battezzato con un doppio nome: Flippo Lippo.

Flippo Lippo ha cambiato, anzi rovesciato la vita di Maria Pia e di Andrea. Sono passati tanti anni da quella famosa domenica, e la casa di Flippo Lippo ora è diventata una casa-rifugio per animali sfortunati e senza famiglia. Vi trovano attualmente alloggio 18 cani e 70 gatti, tutti con una brutta storia alle spalle.

Flippo Lippo è il capo branco riconosciuto da tutti, anche dai gatti che lo adorano, nonostante che lui sette anni fa si sia improvvisamente paralizzato agli arti inferiori per una ernia al disco. A nulla sono valse le visite a Roma e a Bologna per cercare di porre rimedio alla sua improvvisa infermità; ma Flippo non si è perso d’animo e, ottenuto un carrello per cani disabili, si è reso di nuovo indipendente, almeno per quel che riguarda la deambulazione. Questa è la storia di Flippo Lippo, piccolo cane dal cuore grande!

BuckBUCK

adottato a distanza da Jessica e Sira Livi

Buck è nato a Latina, nel Lazio, presumibilmente nel 2007. Non sappiamo nulla di lui, se ha mai avuto una famiglia che lo abbia adottato da cucciolo, o se è sempre stato un cane di strada  fino al momento in cui venne travolto da un’auto, rimanendo così paralizzato agli arti posteriori.  Fatto sta che Buck si ritrovò nel canile comunale di Latina.

Ora non tutti sanno che esiste una legge che vieta la soppressione dei cani randagi nei canili, come purtroppo avveniva un tempo, a patto però che il cane sia sano e autosufficiente. Buck non lo era, per cui il veterinario della USL di quella città aveva dato l’autorizzazione per sopprimerlo. Ma nonostante tutto, si può dire che Buck sia nato sotto una buona stella.

Infatti una giovane veterinaria, che prestava servizio come volontaria in quel canile, si ricordò di aver conosciuto mesi prima alla Festa dell’Uva di Subbiano una giovane associazione animalista che ospitava nella propria casa-rifugio un cane paralizzato, il mitico Flippo Lippo!

Si mise così immediatamente in contatto con Lo Scudo di Pan, chiedendo aiuto per il povero Buck, e lo portò fino a Capolona, dopo averlo sterilizzato, vaccinato e microcippato, tutto a spese sue. Buck si ambientò subito, venne accolto senza difficoltà dagli altri ospiti e dopo un po’ di tempo accettò la sua infermità, abituandosi a camminare con un carrellino che Lo Scudo di Pan acquistò dopo pochi giorni dal suo arrivo, grazie anche agli insegnamenti di Flippo Lippo che con il carrellino ci camminava già da quattro anni.

Commuovente fu anche la generosità dei clienti di un Centro Commerciale di Castelnuovo di Subbiano. Lo Scudo di Pan infatti effettuò una raccolta di denaro in favore di Buck, con lui presente in braccio ai volontari dell’ associazione, avvertento gli avventori che le eventuali offerte raccolte servivano per l’acquisto di un carrellino per il cane paralizzato.  Fu così che i 300,00 euro necessari vennero raccolti nel giro di poche ore e due giorni dopo Buck aveva il suo veicolo personale!

apriliaAPRILIA

Aprilia viene dal canile di Lucignano (Arezzo). Era l’ottobre del 2007 e lei aveva circa un anno e mezzo quando fu tolta da quella struttura. Lo Scudo di Pan infatti si assunse l’impegno di trovare a questa creatura tutta pelo una famiglia.

Dopo qualche giorno di permanenza nella nostra casa-rifugio, Aprilia venne adottata da una signora di Montevarchi; sembrava una adozione sicura, in quanto la signora in questione e suo marito, al momento della firma del foglio di adozione, si erano infervorati nel progettare acquisti per la cara bestiola, dalla cuccia alla pettorina, al guinzaglio, nonchè una visita di controllo presso un loro veterinario di fiducia. “Bene!- abbiamo pensato – questa cucciola sarà di sicuro amata!” Ma il giorno successivo, di mattina presto, ricevemmo una telefonata che ci intimò di andare a riprendere immediatamente Aprilia perchè…”…questo cane abbaia!!!”
In questi casi la cosa migliore è andare a riprendere subito l’animale senza cercare di mediare. Evidentemente moglie e marito credevano di aver adottato un “peluche”. Quella casa non era certo adatta per accogliere un cane.
Così Aprilia è tornata il giorno stesso da noi, tutta scodinzolante e felice di essere nuovamente tra amici, amici veri! Da cosa deriva il suo buffo nome? Dal fatto che quando abbaia sembra un 125 c.c. scarburato. Deve essere stata questa strana abbaiata a sconvolgere la famiglia di Montevarchi!
caryCARY
adottata a distanza da Carla Collini & Alessio Catelli

Allo Scudo di Pan giunse per mail nel 2009 un appello da tre ragazze, volontarie del  canile comunale di Aprilia. Si trattava di accettare nella casa-rifugio di Capolona una cagnolina di 6-7 anni, rimasta paralizzata perchè investita da un’auto. Soccorsa da un’anima buona e portata al canile, il veterinario constatò la irreversibilità della paralisi, conseguenza del colpo ricevuto. Si doveva dunque, per legge, procedere alla soppressione.

Le tre volontarie si opposero alla sentenza e dissero che alla cagnolina avrebbero pensato loro, portandola via dal canile e affidandola alle cure di un veterinario di città, cure che durarono diverso tempo per far rimarginare le ferite riportate dalla dolce creatura, così dolce che Antonia, Giusy e Sonia la battezzarono “Caramellina”. Nel frattempo si diedero da fare per trovare un’adozione o uno stallo provvisorio, scrivendo anche alla nostra Associazione. Ottenuto il consenso, portarono Caramellina a Capolona con un corredo di pannoloni, croccantini e quant’altro potesse servire per i primi tempi di permanenza. Visitarono tutta la casa-rifugio, conobbero i numerosi ospiti qui presenti e alfine stabilirono che la sistemazione per la loro protetta era da considerarsi buona. Fecero firmare il foglio di adozione al segretario de Lo Scudo di Pan e tornarono nella loro città.

Ma Antonia, Giusy e Sonia non considerano chiuso il loro rapporto con la piccola Associazione di Capolona: di tanto in tanto telefonano per avere notizie della loro protetta, oltre a raccogliere denaro tra i loro amici da inviare a Lo Scudo di Pan. Cary, come viene qui chiamata, si è ambientata benissimo facendo da subito amicizia con cani e umani della casa-rifugio. Ha capito che questo sarà il suo ambiente per il resto della sua vita, che le auguriamo il più lunga possibile, tra carezze, cibo, cure e tanta televisione da guardare dal divano. Nelle giornate di bel tempo non sono rare le uscite assieme agli altri tre cani paralizzati come lei, e quelli sono i momenti da lei preferiti: in Toscana non si sta affatto male!

cleo cleopatraCLEO CLEOPATRA
adottata a distanza da Rita Jolanda Ida Carla Carboni

Cleo Cleopatra è nata nel 1998 e, quando venne accolta da Lo Scudo di Pan, aveva appena due mesi. Era candida come la neve, un autentico piumino da cipria. Crescendo ha rivelato un carattere piuttosto diffidente nei confronti dei bambini e uno smodato amore per la pappa! Un vero guaio questo, perchè Cleo è piccolina di statura e aumentando di peso è diventata una pallina di grasso.

Ma un guaio maggiore Cleo l’ha dovuto affrontare nel 2006, quando ha cominciato a zoppicare. Portata prontamente dai veterinari, dalle lastre risultò evidente un sarcoma alla zampa anteriore sinistra. Il responso era di quelli che ghiacciano il sangue, e dopo un comprensibile senso di addolorato sconforto si dovette prendere velocemente una decisione per evitare la metastasi del terribile male: o l’amputazione della zampa o la soppressione.

Non fu facile decidere. Non era per le spese dell’operazione e per le successive e costose sedute di chemioterapia che rendeva difficile la scelta tra la morte o una vita da invalidi, bensì la qualità della vita che lei avrebbe dovuto affrontare. Si presero in considerazione tanti aspetti del problema, e alla fine si optò per l’operazione. Cleo di questa scelta è stata felice! Può infatti continuare a impazzire dalla contentezza davanti a una ciotola di saporita pappa, può continuare a sonnecchiare sul suo divano preferito, e delle passeggiate all’aperto non gliene importa gran chè: lei è stata sempre molto pigra.

bobBOB
adottato a distanza da Federico Cassini

Questo gigante di “Mountain Husky” incrociato con un pastore tedesco viene da Lucignano. Quando giunse nella casa-rifugio, nel 2006, aveva circa tre anni. Timorosissimo e quindi potenzialmente pericoloso, venne scaricato dal bagagliaio dell’auto dell’amico Fabio con l’aiuto di altri tre volontari  de Lo Scudo di Pan, con due guinzagli a laccio che non riuscivano a immobilizzarlo completamente. Portato a fatica in una stanza a pianterreno, riuscimmo tutti quanti a tranquillizzarlo poco a poco, blandendolo con la voce e le carezze.

Bob aveva paura di tutto perchè aveva vissuto fino a quel momento legato dentro un grottino, senza poter vedere nulla o quasi. Presentava il dorso e metà coda completamente senza pelo, e una forte infezione a entrambe le orecchie. Per lui tutto era nuovo: le mura di una stanza, la luce elettrica, l’odore della mobilia.

Nei giorni seguenti gli vennero fatte ben quattro biopsie per risalire alla causa della forte perdita del pelo. Risultò che Bob (così da noi chiamato) era allergico a molte sostanze nutritive, e che la profonda infezione alle orecchie, dovuta ai parassiti, peggiorava ulteriormente la forma allergica.

Questo magnifico esemplare, dalla forza devastante, viene adesso nutrito esclusivamente con il FORZA 10. Vive in un settore tutto suo del giardino della casa-rifugio, con una bella cuccia all’ombra di un folto albero. Il pelo sulla schiena è in buona parte ricresciuto, le orecchie sono guarite e da più di un anno ha una compagna con la quale va daccordo: la bella Olivia.

Un’ultima cosa, che non possiamo tacere: gli aguzzini che avevano tenuto in schiavitù per tre anni il povero Bob, dissero all’amico Fabio che era andato a chiedere spiegazioni di quel palese maltrattamento: “O lo porta via subito o gli tiriamo una fucilata!” . Com’è poi andata a finire ora lo sapete.

dianaDIANA
adottata a distanza da Silva Ghidini

Non sono frequenti, ma neppure rare, le telefonate notturne a Lo Scudo di Pan. Alle 2,00 di una notte di maggio del 2008 il 333-9329492  comincia a squillare, mettendo in allarme la piccola casa-rifugio e i suoi ospiti. La voce del maresciallo dei Carabilnieri di Subbiano ci chiede di vestirci in fretta: bisogna andare a prendere un cane che da settimane vive da solo dentro un garage.

Dopo quindici minuti i volontari de Lo Scudo di Pan sono per strada, davanti a una villetta, assieme ai Carabinieri. Il garage viene aperto e subito un tanfo di sterco e urina si diffonde tutto attorno. Un magnifico cane nero, meticcio di labrador, esce scodinzolando all’aria aperta. E’ felice di poter respirare l’aria pulita della notte e subito simpatizza con i suoi… liberatori.

All’interno, con l’aiuto delle torce elettriche, si può vedere un grande vaso di coccio semipieno di croccantini, diversi catini in plastica alcuni dei quali  contenenti ancora dell’acqua, e il pavimento interamente ricoperto delle deiezioni del povero animale prigioniero. Mentre uno dei volontari porta Diana (questo il suo nome) a fare una lunga passeggiata, l’altro prende accordi con il Maresciallo per accoglierla in modo permanente nella casa-rifugio, apprendendo così che l’attuale padrone è incappato nei rigori della Giustizia per motivi suoi, che è stato incarcerato quella notte stessa e che per diverso tempo vedrà il cielo da dietro le sbarre. Non ci crederete, ma Diana adora la divisa dei Carabinieri!

lupoLUPO
adottato a distanza da Maurizio Puzzella

Nel luglio del 2000, girellando tra i banchi della Fiera Antiquaria di Arezzo, due futuri Soci Fondatori de Lo Scudo di Pan notarono, sotto uno di questi, una cesta di vimini con dentro due deliziosi lupacchiotti di pochi mesi, tutti polverosi e interrati.  La commerciante che su quel banco esponeva varie cianfrusaglie disse che “vendeva” anche quei cuccioli, un maschio e una femmina.
Un parente dei due futuri Soci Fondatori aveva espresso giorni prima il desiderio di adottare un cucciolo di pastore tedesco, anche se non puro di razza, perchè gli facesse la guardia in giardino. Contattato telefonicamente, confermò di volerne adottare uno, e che avrebbe preferito il maschio. Così fu.

Ricevuto il cucciolo, si disse contento della scelta e pregò i due Soci di tenerglielo per quindici giorni, perchè lui era in procinto di partire per le vacanze con la famiglia. I due Soci acconsentirono, ma quando il parente rientrò in città si sentì dire che Lupo (questo il nome datogli) si era troppo affezionato a loro, alla casa e agli animali che qui vivevano. Si cercasse quindi un cucciolo da un’altra parte, perchè Lupo era già felicemente accasato.

oliviaOLIVIA

Molto curiosa è la storia di Olivia, incrocio di pitbull (al 75%) dal bellissimo manto grigio con riflessi verde-chiaro. Prelevata dal canile comunale di Arezzo da un’anziana signora americana, la quale ha abitato in Italia per oltre 30 anni, ha assaporato la vita di famiglia per diverso tempo, dormendo in casa sui divani (nonostante la grande cuccia posta in un ampio giardino) e assaporando i manicaretti che le venivano offerti, resti di cucina del ristorante gestito dalla signora stessa. Una vita da sogno dunque, troppo bella per poter durare.

E così è stato: improvvisamente la signora americana rimane vedova, con un mucchio di problemi di gestione e amministrativi che lei non sa come affrontare e risolvere. Pensa quindi di tornarsene negli Stati Uniti, da quei pochi parenti che le sono rimasti. Vende casa e ristorante, appiana tutte le pendenze e prepara i documenti per sè e per la cara Olivia, presentandoli al Consolato USA a Roma. Con grande sorpresa e dolore, viene a sapere che Olivia non potrà seguirla perchè la sua razza è ritenuta, negli Stati Uniti, socialmente pericolosa.

Olivia è così nuovamente destinata al canile di Arezzo. Venuto a conoscenza del problema, Lo Scudo di Pan si propone di accoglierla nella sua casa-rifugio e accordandosi con l’ENPA che gestisce quel canile, riesce a farsela affidare. Dal dispiacere di essere stata lasciata dall’anziana signora, Olivia tuttavia si è ammalata di fegato e deve mangiare esclusivamente un cibo particolare che si chiama Hepatic e prendere due pastiglie al giorno di Ursacol. Ora sono due anni che vive nella casa-rifugio, e le piacerebbe essere adottata a distanza da una brava famiglia, commossa dalla sua insolita storia.

ottoOTTO
adottato a distanza da Martina M. & Marco C.

Otto è il classico esempio di cane che, trovata una famiglia adottiva quando era un batuffolo di cucciolo dagli occhioni grandi, tanto carino per farci giocare il bambino, ha avuto in seguito il torto, guarda un po’, di crescere.

Adottato dal canile comunale di Città di Castello da una signora meridionale, accolto in casa, vezzeggiato e coccolato, dopo qualche mese e qualche suppellettile da lui rovinata si ritrovò legato alla catena senza capire il perché.
Una studentessa che abita nella casa di fronte, vedeva questo povero cane perennemente fermo (la catena non era più lunga di un metro e mezzo), di giorno e di notte, sotto il sole o la pioggia o il gelo invernale, senza neppure una cuccia dentro cui ripararsi. Avvisò del fatto “Lo Scudo di Pan” che intervenne andando a parlare con la padrona del cane. Dopo un breve colloquio durante il quale la signora si mostrò determinata a liberarsi di lui, Otto entrò nella casa-rifugio, con la speranza di trovargli quanto prima una vera famiglia che sapesse volergli bene. Passarono così molti giorni, ma nessuno voleva adottare Otto: “Troppo grande, vogliamo un cucciolo!” dicevano tutti.

Poi comparve un cacciatore, il quale aveva saputo del setter meticcio da una anziana signora che si era presa a cuore la sorte dello sfortunato animale. Volle vederlo, con occhio critico, e disse che prima di firmare il foglio di adozione lo avrebbe “provato” per una quindicina di giorni e capire se aveva attitudine alla caccia. Otto, per come si era mostrato sino allora, era una cane tranquillo, un po’ triste ma non timoroso: si fidava ancora dell’ “animale Uomo”. Venne dunque affidato a quell’uomo: un errore che la nostra associazione non ripeterà mai più!
Dopo circa venti giorni infatti torna il cacciatore con Otto tenendolo con una corda al collo. “Questo cane non è buono a niente!” sono state le sue parole. E se ne è andato.

Ma era proprio Otto il cane che, rientrato nella casa-rifugio, si era rincantucciato in un angolo, con lo sguardo torbido, magro sfinito e con un frenetico “ballo di San Vito” che non lo teneva fermo un attimo? I nostri volontari gli si avvicinarono per tranquillizzarlo, ma lui cominciò ad ululare disperatamente, buttandosi sulla schiena per evitare di essere preso per il collo. Gli occhi erano diventati bianchi: dal terrore di essere picchiato, li aveva completamente rovesciati!
Continuava ad agitare le zampe per grattarsi: il suo mantello non era nero di sporcizia, come era sembrato in un primo tempo, era completamente ricoperto di pulci, centinaia e centinaia di pulci che lo stavano divorando! Ci volle del bello e del buono per riuscire ad afferrare quel povero animale martoriato, avvolgerlo in una coperta, caricarlo in auto e portarlo immediatamente al più vicino lavaggio per cani. Furono impiegate ben tre ore tra insaponature, sciacqui, risciacqui e antiparassitari, per liberarlo completamente da quel tormento. Vi erano anche ferite da morsi di altri cani, oltre alle croste sulla pelle causate dal suo continuo grattarsi.
Ma ai danni fisici si è rimediato in breve tempo, compresa la spaventosa magrezza. Ci sono voluti invece anni per guarire l’anima di Otto, la sua psiche. Tuttora lui non si fida ancora completamente neppure dei volontari che lo accudiscono con amore tutti i giorni, e di tanto in tanto gli riprendono gli attacchi di panico. Il suo continuo abbaiare isterico per un nonnulla è la sua denuncia al mondo del male patito per mano di un criminale! Otto odia i cacciatori (e non è il solo!!!).

rexREX
adottato a distanza da Elena & Jacob Nielsen

I primi tre anni di Rex sono stati una odissea! Nato in un allevamento di pastori tedeschi e comperato all’età di tre mesi, venne subito abbandonato dal padrone quando questi scoprì che aveva un difetto di nascita alle zampe posteriori (displasia). Ricoverato per alcuni mesi in un canile comunale, venne notato da un commerciante di materiale edile e da questi adottato, in quanto gli serviva un cane da guardia da tenere nel piazzale della sua ditta.

Dopo circa due anni, dei quali nulla sappiamo riguardo al trattamento affettivo ricevuto da Rex, il nostro eroe ebbe la sfortuna di essere punto da un pappatacio, insetto più piccolo della zanzara, il quale gli inoculò la malattia detta “leishmaniosi”. Di curarlo il padrone non voleva saperne, e si limitava a buttargli addosso e nella cuccia della polvere di calce, in quanto questo genio  riteneva che così lo disinfettava. La malattia, facendosi sempre più grave, rompeva i capillari sanguigni di Rex, facendolo sanguinare alle labbra, al naso e nelle parti molli del palato.

Alla fine il padrone si decise a farlo sopprimere, in quanto Rex non si reggeva più in piedi, sia per la leishmaniosi che per la displasia, anche quest’ultima mai curata, aveva perso la voce in quanto i canali del naso erano intasati di muco e calce rappresa, ed era diventato pallido come un fantasma, sempre per via della polvere di calcio.

Ma l’ultima ora di Rex non era ancora giunta: saputo dei maltrattamenti subiti da questo cane, l’allora presidente dell’ ENPA CASENTINO denunciò il padrone che si era già accordato con un veterinario per la soppressione, denunciò il veterinario stesso e ottenne dal Tribunale di Arezzo che Rex venisse sequestrato, dopo di che lo affidò alla nostra casa-rifugio.

Rex ora è uno splendido esemplare di pastore tedesco, rinforzato nel fisico e nell’anima dalle cure e dall’amore, vincitore di coppe e beniamino di Capolona e Subbiano. Un’ultima cosa: noi Umani ci arroghiamo il diritto di vendere e comperare animali come se questi fossero oggetti, ci consideramo i padroni mentre non siamo che loro compagni di viaggio (prepotenti) nel breve cammino della vita.

tobiaTOBIA

Nel 2009, in primavera, giunge per telefono una richiesta di aiuto: un tale di Porrena dice di avere cinque cuccioli di cane di circa cinque mesi che non riesce a dare via. Lo Scudo di Pan si dice disposto ad aiutarlo per farli adottare, a patto che lui provveda alla sterilizzazione della loro mamma. La persona in questione accetta e porta in sede le bellissime creature, nate da una meticcia ma il cui padre deve essere senza meno un setter.

Uno di loro però zoppica vistosamente. Chiediamo il motivo del suo incedere claudicante e veniamo a sapere che mesi prima il cucciolo si era spezzato, non si sa come, una zampa. Addirittura il piede dell’animale era girato verso il muso, non verso terra. Con disarmante franchezza il padrone aggiunge che, non avendo il denaro per portarlo da un veterinario e farlo operare immediatamente, ha “lasciato fare alla Natura”! Queste le sue precise parole.

Rimessagli con le mani la zampa in posizione normale, non ha fatto altro, neppure una fasciatura. L’osso si è così rinsaldato da solo col tempo in modo casuale, ovvero male. Un cucciolo ridotto così, seppure con un muso simpatico e lo sguardo mite, non ha alcuna probabilità di trovare una famiglia disposta ad adottarlo. Così è stato: mentre i suoi fratelli e sorelle si sono da tempo felicemente accasati, lui rimarrà sempre nella casa-rifugio. C’è qualcuno che lo vorrebbe adottare a distanza? Gli è stato dato il nome di Tobia, che in ebraico significa  “il paziente del Signore”.  Un nome che gli sta a pennello!

trottolinaTROTTOLINA
adottata a distanza da Daniele Tobia

Ancora i Carabinieri sul cammino de Lo Scudo di Pan! In località Giuliano, comune di Subbiano (AR), un Maresciallo e due Appuntati  sequestrano quattro animali su ordine del Tribunale di Arezzo. Si tratta di tre cani e di un somarello, tenuti in uno stretto recinto e dentro una baracca fatiscente, con tozzi di pane ammuffito in terra e acqua marcita in un secchio. Dei tre cani, due sono di taglia grande (un rotwailer e un maremmano) e una di taglia piccola.

I due più grandi vengono portati al canile ENPA di San Piero in Frassino (Bibbiena), la piccolina viene affidata subito a una volontaria de Lo Scudo di Pan, presente all’operazione di sequestro. Così la casa-rifugio apre la porta a questa cucciola di neppure un anno, dalla pancia gonfia per la denutrizione, con la coda tra le gambe e dallo sguardo spaventato. Ma le sono bastate poche ore per capire che la sua vita, da quel giorno, sarebbe cambiata radicalmente e dalla gioia ha cominciato a girare su se stessa e a saltellare senza sosta: da qui il nome di “Trottolina”, Trotty per gli amici.

E di amici ne ha tanti ora, oltre agli ospiti della casa-rifugio. Vengono infatti bambine e bambini, accompagnati dai genitori, a chiedere di poter portare a spasso la Trotty o di poterla ospitare per un pomeriggio a casa loro. Trottolina ora è un cane felice, molto felice. Gli altri animali sequestrati a Giuliano hanno avuto storie diverse: il rotwailer è morto poco dopo nel canile per un tumore, conseguenza della vita di stenti vissuta in tanti anni di prigionia; il maremmano è stato adottato da una signora di Subbiano e ora abita in collina, assieme a tanti altri cani e gatti; anche il somarello sta bene, vive in una fattoria assieme ad altri suoi simili.

Se l’è cavata male invece la persona che deteneva questi animali in condizioni disumane: gli è stata comminata una multa salatissima ed è stato diffidato dal prendere altri animali.

asia & jackieASIA & JACKIE

Sono tra le ultime arrivate della grande famiglia de Lo Scudo di Pan: Jackie è una meticcia pointer nera focata con una chiazza bianca sul muso, molto affettuosa e giocherellona; Asia è una meticcia setter irlandese dal mantello rosso rame, con occhi molto espressivi e dolci che chiede coccole di continuo, ama correre negli spazi aperti, è molto socievole e protettiva.

Sono arrivate alla casa-rifugio dopo essere state sfrattate dall’appartamento dove vivevano per incomprensibili motivi condominiali, in alternativa la famiglia che li teneva sarebbe stata sfrattata con loro…

Avremmo dovuto tenerle in stallo solo il tempo necessario per trovare loro una nuova famiglia, ma si sono ambientate così bene che ci dispiace tantissimo doverle separare per mandarle a vivere in posti diversi (sempre che non si trovi un’anima di buon cuore che le voglia adottare insieme…)

WIP
adottato a distanza da Giulia & Giulia & Chiara

Nel maggio del 2010 circolava freneticamente tra le varie associazioni animaliste e volontari autonomi, l’appello per trovare casa a un cane di piccola taglia, di nome Wip, rimasto paralizzato perchè investito da un’auto.

Wip, originario di Napoli, si era trasferito assieme alla famiglia che lo aveva adottato da cucciolo nella città di Pisa, dove poco tempo dopo venne travolto in una via del centro, riportando gravi lesioni alla spina dorsale. Wip veniva infatti lasciato girare da solo per strada. Soccorso dai passanti e portato subito da un veterinario, si potè risalire grazie al microcip alla famiglia adottante, la quale famiglia si disse subito impossibilitata a poter accudire un cane paraplegico.

Entra in scena a questo punto una autentica amante degli animali, la signora Roberta, la quale si accollò immediatamente tutte le spese per le cure e le terapie da fare a Wip, nella speranza che potesse riprendere anche parzialmente la sua autonomia, terapie che sono durate oltre tre mesi. Nel frattempo Roberta lanciava a tutte le associazioni animaliste un appello per la definitiva adozione della sfortunata quanto simpatica bestiola.

Giunta notizia a Lo Scudo di Pan, nella cui casa-rifugio erano ospitati già tre cani paraplegici, ci siamo messi in contatto con Roberta per dare la nostra disponibilità all’accoglienza permanente di Wip, giunto da noi il 23 maggio del 2010.

POLDO

Il 2011 era ancora “un anno giovane” quando una signora si presentò alla nostra casa-rifugio con volto triste e sofferente: alla sua anziana mamma era stato diagnosticato un tumore e da quel giorno la vita in quella famiglia era cambiata drasticamente: continue visite all’ospedale di Arezzo, infermiere che si recavano a domicilio per le cure del caso, il lavoro che bene o male i familiari non potevano abbandonare… uno sconvolgimento delle abitudini e dei ritmi tale da dover cambiare molte cose.
Tra queste, il non poter più accudire come prima il giovane cane di casa.
Per questo motivo, Poldo inizialmente era stato rinchiuso nel fondo di casa, ma lui non ne voleva proprio sapere di starsene là rinchiuso per lunghe ore, e giustamente dava sfogo al suo malessere abbaiando in continuazione, suscitando così le proteste dei vicini. Insomma, Poldo doveva essere allontanato definitivamente. Così la figlia della signora gravemente ammalata venne a chiedere aiuto a Lo Scudo di Pan, con le lacrime a fior di pelle.
Poldo è stato accolto, nonostante lo spazio veramente esiguo di cui la casa-rifugio dispone. Si è integrato bene, e di questo non possiamo che ringraziare gli altri numerosi cani che lo hanno accettato senza problemi. Ricordiamo che i nostri animali non vivono dentro gabbie o piccoli recinti, ma che circolano liberamente per casa o in giardino, a loro scelta. L’unica divisione esistente è quella tra cani e gatti, per ovvii motivi!

OLIVER

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Adotta un gatto a distanza

cheopesibillaCHEOPE e SIBILLA

Cheope e la sorellina Sibilla sono stati accolti nella casa-rifugio de Lo Scudo di Pan di Capolona nel novembre del 2006, assieme a un’altra sorellina Piuma, che venne adottata quasi subito da una ragazza di Capolona, mentre Cheope e Sibilla dovettero pazientare ancora qualche giorno.
Vennero una sera due giovani amici da Arezzo, che convivevano in un appartamento e che desideravano adottare un micio. Furono subito attratti dalla bellezza dei due fratellini, e quando seppero i nomi che Lo Scudo aveva dato loro, rimasero addirittura ammaliati. Uno dei due infatti era appasionato di storia egizia, e adottò immediatamente Cheope, che porta il nome di un famoso Faraone. L’altro ragazzo invece stava scrivendo un racconto dal titolo “Sibilla” e volle assolutamente portare a casa la gattina omonima: quando si dice il caso! Così i due fratellini andarono a vivere assieme sotto lo stesso tetto con due entusiasti amici: sembrava proprio una adozione a prova di bomba. Ma così non è stato.

Alla fine di ottobre dell’anno successivo, il 2007, uno dei due ragazzi telefonò in sede dicendo che non potevano più tenere Cheope e Sibilla perché un terzo amico era andato a vivere con loro, nello stesso appartamento, ed era allergico al pelo del gatto. Fu così che i fratellini tornarono a Capolona, e tuttora sono ospiti della nostra casa-rifugio. Di adozioni non ne vogliono più sentir parlare: sono rimasti troppo male dal “tradimento” subìto. Sarebbero felici però di essere adottati a distanza da persone che sappiano voler loro bene, anche se non possono ospitarli.

cispo vispoCISPO VISPO e  SISSY

Una signora di Poppi aveva saputo da un’amica che una Associazione nata da pochi mesi accoglieva cucciolate di gattini indesiderati. Fu così che si presentò, una mattina di novembre, con tre mici dentro un cesto di vimini. Era il 2006 e Lo Scudo di Pan aveva effettivamente solo sette mesi di vita.

Loro invece, i gattini, due femmine e un maschio, di mesi ne avevano appena due. Il fratellino, come disse la signora in questione, aveva una “cosa strana” in un occhio. La “cosa strana” era un forasacco che si era piantato nell’angolo dell’occhio e che poco alla volta era quasi completamente entrato nella piccola ghiandola lacrimale!

Gli venne immediatamente estratto con mille precauzioni e il nome Cispo da affibbiargli venne spontaneo a tutti i presenti. Le sorelline invece furono chiamate Sissy e Piuma. Quest’ultima venne adottata appena sei giorni dopo il suo arrivo in sede, mentre Sissy e Cispo Vispo (secondo nome d’obbligo, vista la vivacità del soggetto) sono ancora presso di noi e attendono almeno la soddisfazione di una adozione a distanza.

cleopatraCLEOPATRA

Un anziano signore venne una sera da Monte San Savino nella nostra casa-rifugio di Capolona in cerca di un cucciolo di gatto nero, in quanto il suo affezionatissimo gattone, pure lui nero, era morto improvvisamente lasciandolo nello sconforto. Questo anziano signore viveva solo, non si era mai sposato e per vivere faceva ancora il tappezziere, nonostante i suoi settanta anni.

Gli facemmo adottare un micio nero (Gattuso) e lui fu felicissimo, dicendo che l’altra sua gatta di nome Cleopatra l’avrebbe accolto come un figlio. Spesso Bernardo, questo il nome dell’anziano signore, veniva a trovarci portandoci oggettini fatti da lui, per venderli ai mercatini e ricavarci offerte per i nostri animali, quindi si soffermava raccontandoci episodi della sua vita. Era veramente una persona squisita, di uno stampo che ormai non esiste più.

Un giorno riceviamo una telefonata da una signora che con parole molto confuse ci informa della morte di Bernardo, il quale aveva avuto ben tre ictus in pochi giorni, e nei momenti di lucidità si raccomandava alla cugina, dal letto dell’ospedale, di avvisare Lo Scudo di Pan perchè venisse a riprendersi Gattuso e possibilmente anche Cleopatra, dato che sapeva benissimo che con la sua morte nessuno si sarebbe preso cura di loro.

Che strano, ci si può affezionare ad una persona anche se la si è frequentata poco: nella casa-rifugio rimanemmo tutti malissimo alla notizia della morte di quel simpatico signore, e due giorni dopo la telefonata di sua cugina, Gattuso e Cleopatra vennero presi e portati a Capolona, dove tuttora vivono.

gattusoGATTUSO

Entrato nelle casa-rifugio a soli due mesi, nel maggio del 2007, era nato in una famiglia di Capolona assieme al fratellino Chinotto e alla sorellina Cipria, e da questa portati da noi de Lo Scudo di Pan, dicendo che non potevano assolutamente tenerli. I tre fratellini furono da noi accettati, ma ad un patto: che quella famiglia facesse sterilizzare la mamma gatta, perchè non avremmo accettato da loro ulteriori cucciolate.

Gattuso, Chinotto e Cipria avevano una bellissima e lucida pelliccia nera, si vedeva benissimo che erano nati in famiglia. Cipria fu adottata due mesi dopo, Chinotto dopo quattro mesi, quando ormai era grandicello, mentre sembrava che Gattuso fosse destinato a rimanere con noi per sempre.

Poi arrivò, una sera di ottobre sull’imbrunire, il signor Bernardo (vedi la scheda di Cleopatra) e anche Gattuso se ne andò. Dopo appena otto mesi Gattuso rientrò in sede e tuttora vive con tutti noi. Da qui non vuole più andarsene, ma avrebbe piacere che qualcuno si interessasse a lui, adottandolo a distanza.

Di Gattuso si è accennato nella scheda precedente, quella che parla della gatta Cleopatra. Entrato nelle casa-rifugio a soli due mesi, il 14 maggio del 2007, era nato in una famiglia di Capolona assieme al fratellino Chinotto e alla sorellina Cipria, e da questa portati da noi de Lo Scudo di Pan, dicendo che non potevano assolutamente tenerli. I tre fratellini furono da noi accettati, ma ad un patto: che quella famiglia facesse sterilizzare la mamma gatta, perchè non avremmo accettato da loro ulteriori cucciolate. Gattuso Chinotto e Cipria avevano una bellissima e lucida pelliccia nera, si vedeva benissimo che erano nati in famiglia. Cipria fu adottata due mesi dopo, Chinotto dopo quattro mesi, quando ormai era grandicello, mentre sembrava che Gattuso fosse destinato a rimanere con noi per sempre. Poi arrivò, una sera di ottobre sull’imbrunire, il signor Bernardo (vedi la scheda di Cleopatra) e anche Gattuso se ne andò. Dopo appena otto mesi Gattuso rientrò in sede e tuttora vive con tutti noi. Da qui non vuole più andarsene, ma avrebbe piacere che qualcuno si interessasse a lui, adottandolo a distanza

corneliaCORNELIA
adottata a distanza da Maria Letizia Puzzella & Stefan Rossi

Cornelia è una gatta “tartarugata”, ovvero dai colori nero, rosso ruggine e beige talmente mischiati tra loro da non avere un colore predominante sull’altro. Viene da Roma, e ci fu portata nel giugno del 2007 da una conoscente che stima moltissimo Lo Scudo di Pan, togliendo così Cornelia da una situazione altamente a rischio.

Dopo circa tre mesi, una famiglia di Subbiano, venendo a visitare la nostra casa-rifugio, decise di adottarla, ma passarono appena quaranta giorni e Cornelia fu riportata da noi: il vecchio gatto di quella famiglia non voleva assolutamente saperne di dividere appartamento, cibo e affetti con la nuova arrivata, che per giunta miagolava in trasteverino stretto!…

giudittaGIUDITTA
adottata a distanza da Anna & Andrea Cappelli

In genere siamo noi de Lo Scudo di Pan che portiamo gli animali dai veterinari, ma per Giuditta è stato esattamente il contrario. Soccorsa da N. e L., portata nel loro ambulatorio e curata per riassestarle una zampa posteriore schiacciata da un’auto, dopo una ventina di giorni di degenza ci è stata da loro consegnata guarita, vaccinata, sterilizzata e… battezzata: Giuditta appunto.

Giuditta era una gatta già anziana nell’agosto del 2008, quando entrò nella casa-rifugio. La sua età avanzata la si può notare anche dal colore del pelo, che da nero sta via via prendendo riflessi rossicci. E’ probabile che lei non abbia mai abitato in famiglia, e che non conosca il piacere di essere stata l’unica gatta coccolatissima di casa. Forse, se sapesse che qualcuno la vorrebbe adottare anche solo a distanza, ne sarebbe felicissima, grata a quella persona per il resto della sua vita.

hufemHUFEM
adottato a distanza da Sara Bobini

Cosa succede quando un animale di famiglia perde l’unica persona che lo amava veramente, che lo difendeva dall’ insofferenza degli altri parenti? Succede che quell’animale viene subito allontanato da casa. Così è stato per Hufem, un meraviglioso gattone tigrato che adorava la ragazza con la quale divideva tutto in casa, momenti belli e momenti burrascosi, carezze, fusa, pianti e urla!

La sua giovane padroncina era affetta da disturbi della psiche ed era caduta nella trappola delle droghe pesanti: la casa dove abitava con i suoi genitori diventava in certi momenti un inferno. Lei tentò varie volte il suicidio, infine venne ricoverata in modo stabile in un centro specializzato per alleviare, se non guarire, il suo desiderio di autodistruzione.

Hufem sarebbe finito sulla strada se un’assistente sociale, che seguiva da mesi la ragazza, non avesse acconsentito ad esaudire il suo più forte desiderio: sistemare presso qualcuno l’ unico, vero affetto della sua tribolata vita. Hufem è nostro ospite  dall’ottobre del 2007.

lolaLOLA

La telefonata di un negoziante ci avvisa che a Capolona ci sono dei gattini piccolissimi dentro un cartone, con la loro mamma che ogni tanto va ad allattarli. Raggiungiamo il luogo, e dietro il cortile di un grande palazzo condominiale troviamo la scatola in questione con dentro i suoi… inquilini, dei gattini con gli occhi ancora chiusi; siamo a non più di cento metri dalla nostra casa rifugio.

C’è la mamma gatta, in quel momento, ed è una bella fortuna perchè in questo modo possiamo prendere anche lei che potrà continuare ad allattarli. I suoi cuccioli non hanno più di tre, quattro giorni! Usiamo tutte le cautele per non spaventarla, lei si mostra tranquilla, quasi capisse che siamo venuti in suo aiuto. E’ magra, ancora giovane, ma di un bel manto grigio a pelo lungo. Si lascia avvicinare e mettere dentro una grossa portantina, quindi preleviamo la scatola di cartone dove quattro esserini protestano con forza per avere la loro dose di latte. E’ il 15 maggio del 2009 e mamma gatta viene chiamata Lola. La selezione naturale è spietata: i due cuccioli più deboli muoiono dopo circa due settimane, nonostante le cure e il latte della Lola, gli altri due invece crescono a vista d’occhio e verranno adottati entrambi da una stessa famiglia, dopo 70 giorni dal loro ingresso in Associazione.

mieleMIELE
adottata a distanza da Mauro Buracchi

Miele è uno degli ospiti “storici” della nostra casa-rifugio, arrivata ben quattro anni prima della nascita stessa dell’Associazione. Da piccolina aveva problemi seri ad un occhio, e sembrava che dovesse perderlo perchè le cure si mostravano insufficienti. Ma poco a poco ci furono i tanto sperati miglioramenti e ora lei mette in mostra due occhi bellissimi, pieni di affetto. Lei è una gatta affettuosa, così affettuosa che a volte non riesci a salvarti dalle sue continue attenzioni. E’ insomma veramente “appiccicosa”, e da qui l’origine del suo nome.

Benchè adulta e quasi anziana, è rimasta minuta, le persone che vengono a visitare la sede la scambiano per una gattina di sei-sette mesi e vorrebbero adottarla. Miele invece la si può adottare solo a distanza: lei soffrirebbe troppo ad abbandonare il luogo dove è cresciuta e dove ha conosciuto tanti, tantissimi amici.

Palmiro2PALMIRO
adottato a distanza da Letizia Barzagli & Giannetto Scarabicchi

Palmiro è un certosino non puro, dal carattere molto particolare: ovvero è diffidente, oltremodo pauroso e poco amante dei suoi simili. Così poco amante che la famiglia dove viveva non riuscì a farlo convivere con gli altri due gatti di casa. Pensarono bene quindi di portarlo nella nostra casa-rifugio….. dove di gatti ce ne sono a decine e decine!

Noi de Lo Scudo di Pan avemmo l’accortezza di fargli fare un”inserimento” nella struttura molto graduale, portandolo dapprima nella camera da letto degli Umani che custodiscono permanentemente la casa-rifugio. Palmiro si infilò subito sotto il letto, e lì c’è rimasto per circa tre mesi, senza mai uscirne. Poi ha cominciato a farsi vedere sopra il letto ma dandosela a gambe levate non appena qualcuno entrava in camera, quindi finalmente a non fuggire più  per nascondersi.

A questo punto si è tentato di portarlo nel reparto gatti, ma nel giro di tre settimane durante le quali si era rifugiato in un pertugio senza mai uscirne, Palmiro dallo stress aveva perso quasi tutto il pelo, rimanendo praticamente… nudo.

Riportato prontamente in camera da letto, è ricominciato tutto il percorso di mesi prima, ovvero: lunga permanenza sotto il letto senza farsi mai vedere; soste sopra il letto con immediata fuga appena una porta si apre; piena fiducia nell’ambiente e nei custodi con cui ora dorme serafico sopra il letto.  Palmiro come avrete capito è un gatto che rimarrà a vita da noi, lo si può solo adottare a distanza e la persona adatta per tale adozione potrebbe avere un carattere timido e introverso come il suo. Non è una buona idea?

petraPETRA
adottata a distanza da Michela Migliano

Petra, bellissima gatta tigrata a pelo lungo, ha uno sguardo così fiero da mettere in soggezione. Nata a Poppi e probabilmente buttata fuori di casa all’età di un anno circa, ci è stata portata a metà marzo del 2008 da una ragazza che conosce Lo Scudo di Pan,  dicendo che da qualche giorno la gatta si stava aggirando dalle parti del suo negozio in cerca di cibo.

Carattere poco incline a fare e a ricevere coccole, se ne sta sempre sulle sue anche con gli altri gatti ospiti e da questi rispettata: nessuno di loro ha infatti mai cercato di attaccar briga o di cercare la sua amicizia. E’ uno dei classici casi in cui una adozione a distanza sarebbe ideale!

porthosPORTHOS

Porthos è arrivato nella casa-rifugio nell’ottobre del 2006, proveniente da Roma: aveva quattro mesi di vita. Una signora di Subbiano se ne invaghì, venendo un giorno a visitare i nostri ospiti, e volle adottarlo perchè la sua bambina crescesse con un animale in casa. Fu un’adozione felice per… i primi sei mesi.

La signora ci telefonava spesso, dicendosi entusiasta di lui. Poi un brutto giorno ce lo riportò, con la scusa che Porthos era diventato aggressivo e aveva graffiato varie volte la bambina e chiedendo se avevamo un altro cucciolino di gatto.

Porthos non è mai stato un gatto aggressivo, capimmo quindi che la sua colpa era semplicemente quella di essere cresciuto. Lo riaccogliemmo in sede ma a quella signora non abbiamo più dato cuccioli.

Avevamo visto giusto, perchè circa un anno dopo quella stessa signora ci telefonò chiedendoci se potevamo accogliere nella nostra casa-rifugio un gatto adulto! Ovvero un altro gatto che lei aveva avuto da cucciolo e che ora voleva sbarazzarsene per prenderne un altro più giovane. Esistono anche di queste persone, purtroppo!

rudy il belloRUDY IL BELLO
adottato a distanza da Giuliano  Mascellari

Rudy il Bello arrivò in sede contro la sua volontà, molto probabilmente, perchè era stato chiuso dentro una vecchia sacca da ginnastica assieme ad un piattino pieno di cibo per gatti, e la sacca era stata fatta passare attraverso le sbarre di una finestra al piano terra della casa-rifugio!

Il piccolo aveva tre mesi circa, ed era riuscito dall’interno a forzare un punto dove la tela era sdrucita e a far uscire la testa. Quando un Socio de Lo Scudo di Pan lo vide sul pavimento, così insaccato, non volle credere ai propri occhi…

Anche Rudy guardò il Socio con aria stupita, chiedendosi chi mai fosse quel tale. Prontamente liberato e ripulito dal contenuto del piattino che gli si era spalmato tutto addosso, si rivelò un micio molto bello e dallo sguardo accattivante. Rudy è ospite della casa-rifugio da più di cinque anni, ha una salute di ferro a differenza di altri gatti suoi compagni, e vorrebbe provare la soddisfazione di essere adottato a distanza da una bella signora, colpita dal suo fascino di latin-lover!

selvaggiaSELVAGGIA

Selvaggia è arrivata in sede che non aveva ancora compiuto tre mesi, tra le braccia di una bambina di dieci anni, la quale l’aveva tolta dalla strada. Angela, questo il nome della bimba, aveva notato questo batuffolino bianco tra i cespugli di un campo, ai margini del fiume Arno. Tra le due creature nacque subito amicizia e reciproca fiducia. Angela le fece un piccolo rifugio fatto di bastoncelli, erba e sassi, quindi la battezzò Selvaggia e due volte al giorno andava ad accudirla portandole da mangiare.

Ma dopo una settimana circa, sentendosi più in forze, Selvaggia aveva cominciato ad esplorare i dintorni e ad attraversare sempre più spesso la strada provinciale che porta a Subbiano, con il rischio di essere travolta dalle auto. Ecco il motivo per cui si decise, consigliata dalla mamma, a portarla nella nostra casa-rifugio, facendoci giurare che non l’avremmo mai fatta adottare ad altre famiglie: Selvaggia era sua e sua doveva rimanere! Angela ora è una signorina, ma della sua gattina non si è mai dimenticata, venendola a trovare di tanto in tanto da noi, a Capolona.

spinoSPINO
adottato a distanza da Luca Giammarioli
Spino è il classico gatto allevato a latte e bacini! Portato piccolissimo in sede da un vigile urbano di Capolona, il cucciolo aveva una bocca spalancata da fare pena: probabilmente non mangiava da tante, troppe ore. Di latte in polvere, specifico per i cuccioli di gatto rimasti senza mamma, in quel momento non ce n’era nella casa-rifugio, quindi ci fu una mobilitazione generale con telefonate su telefonate per procurarselo nel più breve tempo possibile.

Dopo mezz’ora una ragazza venne da Arezzo con il tanto agognato latte, e da quel momento… latte e bacini sono stati gli ingedienti che hanno fatto crescere questo simpatico gatto, che ora è tra i più anziani dei nostri ospiti ma che non ha ancora perso, e mai lo perderà, il vezzo di allungare il muso per ricevere… un bacino da uno di noi, quando gli capitiamo a tiro!

vascoVASCO

La storia di Vasco non è per niente originale. Accolto in famiglia da cucciolo dalla madre di due bambini, giusto per tenerli occupati quando lei si doveva assentare, una volta cresciuto non era più “divertente” e quindi relegato sul balcone di casa, al primo piano. Diventato sessualmente attivo, per il gattone rosso (a cui non avevano dato neppure un nome) era uno scherzo balzare in strada dalla terrazza in cerca di gattine accondiscendenti. Alla terza fuga in pochi giorni, la signora si presentò a Lo Scudo di Pan con il gatto, dicendo che non aveva più soldi per mantenerlo (?) e che quindi dovevamo trovargli una nuova casa.

Ma come tutti sappiamo, ben poche sono le persone disposte ad adottare un gatto adulto: tutti voglio il cucciolino da crescere e poter educare. Così questo portento di gatto, da noi subito battezzato Vasco Rosso, vive nella nostra casa-rifugio ormai da alcuni anni. In passato fu adottato a distanza da una signora di Arezzo, ma poi lei ha cambiato, rivoluzionato la propria vita andando a vivere in Brasile. Così Vasco Rosso attende una nuova adozione a distanza. Nel frattempo continua a scrivere belle canzoni… per le gattine innamorate.

viso pallidoVISO PALLIDO

Viso Pallido fa parte di una colonia felina di Monte Giovi (AR), accudita da una gattara del luogo che se ne prendeva cura. Venuto a mancare il suo compagno dopo una lunga malattia, alla signora venne ingiunto dalla suocera di sbarazzarsi di tutta la colonia, che stazionava su un terreno incolto di sua proprietà. La povera donna si rivolse allora a Lo Scudo di Pan.

Dopo essere riusciti a catturare quasi tutti i componenti della colonia con le gabbie a scatto, furono portati in sede e sottoposti ad analisi del sangue. Questo avveniva nel mese di aprile del 2007. Risultarono tutti affetti da FIV, ovvero l’AIDS felina. Fu così che Lo Scudo di Pan si vide “costretto” a creare in pochissimo tempo un reparto FIV-FELV appositamente per loro, affinchè non infettassero gli altri ospiti della casa-rifugio.

Di una diecina di gatti di quella colonia, Viso Pallido è al momento l’unico superstite rimasto in vita, sperando che lo rimanga ancora a lungo. Chi volesse comunque adottarlo a distanza, non aspetti troppo tempo per farlo: la sua vita è legata ad un filo nonostante la sua gran voglia di vivere.

samoaSAMOA

Tutto cominciò con una telefonata giunta alla sede de Lo Scudo di Pan nel novembre 2010. Il dott. veterinario G* di Rassina ci raccontò che alla confluenza del torrente Rassina con l’Arno, in quei giorni gonfio d’acqua, era rimasta una striscia di terra ancora non sommersa, e che sopra si trovava isolata una mamma gatta con i suoi due piccoli, con grave rischio di annegamento. Una persona notò la scena della gatta che si agitava in cerca di un varco per raggiungere la terraferma, e non esitò a telefonare al veterinario mettendolo al corrente del fatto, il quale immediatamente chiese l’intervendo dei Vigili del Fuoco.

A sera inoltrata, lo stesso veterinario G* si presentò nella casa-rifugio de Lo Scudo di Pan con un trasportino, ne quale si trovava una cucciola solamente, spaventatissima. Il veterinario raccontò che i Vigili, prontamente soccorsi, riuscirono a prendere solo lei. Mamma gatta infatti, inferocita dallo spavento, si era arrampicata su un arbusto nato su quel lembo di terra e non voleva saperne di farsi prendere, graffiando e saltando agli occhi di chi osava avvicinarsi. Nel frattempo i soccorritori persero di vista l’altro cucciolo, senza più ritrovarlo.

Questa è la storia di Samoa, così è stata da noi chiamata, la quale deve aver ereditato il brutto carattere da sua madre. Infatti non si fa assolutamente accarezzare, soffiando con fare minaccioso appena allunghiamo una mano verso di lei, nonostante sia nostra ospite già da tempo. E’ la classica creatura che nessuna famiglia oserebbe adottare, ma che potrebbe benissimo essere adottata a distanza da una persona di buon cuore.

RosmarinaROSMARINA
adottata a distanza da Stefano Riccesi

Nel gennaio 2010 riceviamo l’ennesima segnalazione di animale in difficoltà: un gatto è stato investito a Capolona, nei pressi dell’Ufficio Unico. Due volontari, armati di torce elettriche, partono immediatamente alla ricerca del gatto ferito. Il buio non favorisce il ritrovamento e l’animale si può essere nascosto ovunque. Ma la tenacia viene premiata dopo trenta minuti di assiduo rovistare.

Si tratta di una bellissima gatta tricolore, spaventatissima e nascosta sotto un folto cespuglio di rosmarino. Che gli animali abbiano un sesto senso è noto a tutti: Rosmarina ha capito, o se preferite captato, che i due volontari l’avrebbero aiutata, si è lasciata dunque prendere e chiudere in una portantina. Subito visitata dai nostri veterinari, le vennero riscontrate varie lesioni di piccola entità e una scarsa sensibilità alla zampa anteriore sinistra: non un buon segno. Dopo le lastre, era chiaro che la zampina non si sarebbe salvata… Amputata la zampa dopo qualche settimana, il tempo perchè lei guarisse dalle altre ferite, ora Rosmarina sembra aver dimenticato quei brutti momenti, si è adattata benissimo alla menomazione e salta tranquillamente come se nulla fosse.

pippaldoPIPPALDO
adottato a distanza da Silvana Ferrara

Pippaldo è arrivato nella nostra casa-rifugio da Battifolle, comune di Arezzo, nel giugno del 2010. Da tempo si aggirava, piuttosto malconcio, per i giardini delle abitazioni di quella zona. Una signora lo aveva notato prendendosi a cuore la sua sorte, in quanto il povero gattone dall’aspetto malaticcio faceva di tutto per ingraziarsela con moine e fusa. La signora, che ha altri gatti in casa, prima di accoglierlo tra le mura domenstiche lo portò dal veterinario il quale, dopo la visita e le analisi del sangue, scoprì che lo sfortunato animale era affetto da FIV, ovvero l’AIDS felina.

A questo punto la signora Silvana non se la sentì più di adottarlo, ma venendo a sapere dal veterinario stesso che Lo Scudo di Pan accoglie gatti con tale patologia, si rivolse alla nostra associazione, con la preghiera di dargli ospitalità, assicurando allo sfortunato Pippaldo il mantenimento a distanza per il resto della sua vita, che gli auguriamo ancora lunga.

PICCOLO PAN

Piccolo Pan, detto familiarmente Panino, era un micio di appena tre mesi quando venne investito da un’auto, in zona Pescaiola di Arezzo. Notato da un passante sotto un’auto in sosta, non potè soccorrerlo personalmente perchè il suo cane, tenuto al guinzaglio, manifestava… altre intenzioni.

Fu così che a tarda sera giunse una telefonata alla casa rifugio de Lo Scudo di Pan con la segnalazione del micio ferito. Prontamente soccorso, alla successiva visita veterinaria risultò che Piccolo Pan aveva internamente il sacco intestinale rotto e una zampina spezzata.

L’abilità dei nostri veterinari gli hanno salvato la vita con un’operazione dall’esito per nulla scontato. E’ dal dicembre 2009 che “Panino” vive con noi, in attesa di una adozione a distanza.

GELSOMINA
adottata a distanza da Sara Bobini

Tra moglie e marito… non mettere il gatto! Lui si era innamorato (termine appropriato) della sua gattina, Lei non la sopportava e dapprima impose che Lui la tenesse in cantina, poi dopo continui litigi sul costo del mantenimento della gatta (una scatoletta al giorno!…) costrinse il consorte a disfarsene.

Il signor M*, addoloratissimo, col groppo alla gola, bussò alla nostra porta supplicandoci di ospitare la sua gatta, alla quale non aveva osato dare un nome per non ingelosire ulteriormente la moglie. Capita la situazione, abbiamo accolto questa stupenda e dolcissima creatura, da noi subito battezzata Gelsomina.

Il sig. M* di tanto in tanto viene a trovarla, si scusa di non poter portare nulla per i nostri amici della casa-rifugio, dato che la moglie non gli lascia neppure i soldi per le sigarette, quindi se ne torna a casa sconsolato senza la sua Gelsomina.

SELINA
adottato a distanza da Luca Giammarioli

Selina è arrivata alla casa-rifugio nel novembre 2011, giorno campale per la nostra piccola Associazione, dato che nella stessa data vennero accolti altri due gatti, di cui una con il bacino fratturato.

Selina invece era solo molto spaventata, in quanto non abituata ad essere presa e rinchiusa in una portantina. A portarcela da San Leo di Arezzo è stato un ragazzo di nome Luca, sposato da poco e neo-papà, il quale aveva notato già da giorni questa bella gatta molto timorosa e allontanata dagli altri gatti del quartiere. Mosso a compassione, ci ha contattato pregandoci di accoglierla: lui avrebbe pensato alle spese di sterilizzazione, ad eventuali cure e all’adozione a distanza.

Accettata la sua richiesta dalla direttrice della nostra modesta struttura, Luca si è affrettato ad effettuare la cattura nel modo meno traumatico possibile e a consegnarcela. Animo sensibile e generoso, Luca si è commosso nel vedere tutti i nostri numerosi ospiti, al punto di voler adottare a distanza non solo Selina come promesso, ma anche gatto Spino, un decano della casa-rifugio. Luca di tanto in tanto, quando gli impegni di lavoro glielo permettono, viene a trovare la sua protetta, la quale nel frattempo si è molto tranquillizzata e si fa accarezzare con visibile piacere.

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Storia in arrivo….

PENNY LANE

Una gattina dalla strana deambulazione ondivaga ci venne consegnata da un ragazzo nel settembre del 2010. Ci disse di averla trovata in un campo nei pressi della Chiassa Superiore che camminava senza meta con la sua strana andatura, fermandosi di tanto in tanto a fiutare l’aria. Le si avvicinò con cautela per non spaventarla, e quando lei si accorse della sua presenza, avendolo di spalle, fece spaventata una piroetta su se stessa, ma subito dopo gli si avvicinò con la codina diritta e si strofinò tutta alle gambe di lui. Presa con facilità, ce la consegnò il giorno stesso.

Fatte le visite veterinarie d’obbligo prima di essere messa assieme agli altri ospiti, risultò che la piccolina aveva dei problemi neurologici non gravi, ma che le impediscono un’andatura regolare. Inoltre è completamente sorda! Ha un carattere meraviglioso: se viene accarezzata mentre dorme, non si accorge assolutamente del rumore dei passi, ma appena sfiorata si sveglia con un miagolio festoso e comincia subito il suo carosello strano di contorcimenti, sbandatine e testatine piene d’amore. E’ stata battezzata dal vecchio segretario dell’Associazione Penny Lane, ovvero con il titolo di una canzone dei Beatles di tanti, tanti anni fa.

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Storia in arrivo….

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Storia in arrivo….

CRISTAL

Storia in arrivo….

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