 CHEOPE e SIBILLA
Cheope e la sorellina Sibilla sono stati accolti nella casa-rifugio de Lo Scudo di Pan di Capolona nel novembre del 2006, assieme a un’altra sorellina Piuma, che venne adottata quasi subito da una ragazza di Capolona, mentre Cheope e Sibilla dovettero pazientare ancora qualche giorno.
Vennero una sera due giovani amici da Arezzo, che convivevano in un appartamento e che desideravano adottare un micio. Furono subito attratti dalla bellezza dei due fratellini, e quando seppero i nomi che Lo Scudo aveva dato loro, rimasero addirittura ammaliati. Uno dei due infatti era appasionato di storia egizia, e adottò immediatamente Cheope, che porta il nome di un famoso Faraone. L’altro ragazzo invece stava scrivendo un racconto dal titolo “Sibilla” e volle assolutamente portare a casa la gattina omonima: quando si dice il caso! Così i due fratellini andarono a vivere assieme sotto lo stesso tetto con due entusiasti amici: sembrava proprio una adozione a prova di bomba. Ma così non è stato.
Alla fine di ottobre dell’anno successivo, il 2007, uno dei due ragazzi telefonò in sede dicendo che non potevano più tenere Cheope e Sibilla perché un terzo amico era andato a vivere con loro, nello stesso appartamento, ed era allergico al pelo del gatto. Fu così che i fratellini tornarono a Capolona, e tuttora sono ospiti della nostra casa-rifugio. Di adozioni non ne vogliono più sentir parlare: sono rimasti troppo male dal “tradimento” subìto. Sarebbero felici però di essere adottati a distanza da persone che sappiano voler loro bene, anche se non possono ospitarli. |
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CISPO VISPO e SISSY
Una signora di Poppi aveva saputo da un’amica che una Associazione nata da pochi mesi accoglieva cucciolate di gattini indesiderati. Fu così che si presentò, una mattina di novembre, con tre mici dentro un cesto di vimini. Era il 2006 e Lo Scudo di Pan aveva effettivamente solo sette mesi di vita.
Loro invece, i gattini, due femmine e un maschio, di mesi ne avevano appena due. Il fratellino, come disse la signora in questione, aveva una “cosa strana” in un occhio. La “cosa strana” era un forasacco che si era piantato nell’angolo dell’occhio e che poco alla volta era quasi completamente entrato nella piccola ghiandola lacrimale!
Gli venne immediatamente estratto con mille precauzioni e il nome Cispo da affibbiargli venne spontaneo a tutti i presenti. Le sorelline invece furono chiamate Sissy e Piuma. Quest’ultima venne adottata appena sei giorni dopo il suo arrivo in sede, mentre Sissy e Cispo Vispo (secondo nome d’obbligo, vista la vivacità del soggetto) sono ancora presso di noi e attendono almeno la soddisfazione di una adozione a distanza. |
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CLEOPATRA
Un anziano signore venne una sera da Monte San Savino nella nostra casa-rifugio di Capolona in cerca di un cucciolo di gatto nero, in quanto il suo affezionatissimo gattone, pure lui nero, era morto improvvisamente lasciandolo nello sconforto. Questo anziano signore viveva solo, non si era mai sposato e per vivere faceva ancora il tappezziere, nonostante i suoi settanta anni.
Gli facemmo adottare un micio nero (Gattuso) e lui fu felicissimo, dicendo che l’altra sua gatta di nome Cleopatra l’avrebbe accolto come un figlio. Spesso Bernardo, questo il nome dell’anziano signore, veniva a trovarci portandoci oggettini fatti da lui, per venderli ai mercatini e ricavarci offerte per i nostri animali, quindi si soffermava raccontandoci episodi della sua vita. Era veramente una persona squisita, di uno stampo che ormai non esiste più.
Un giorno riceviamo una telefonata da una signora che con parole molto confuse ci informa della morte di Bernardo, il quale aveva avuto ben tre ictus in pochi giorni, e nei momenti di lucidità si raccomandava alla cugina, dal letto dell’ospedale, di avvisare Lo Scudo di Pan perchè venisse a riprendersi Gattuso e possibilmente anche Cleopatra, dato che sapeva benissimo che con la sua morte nessuno si sarebbe preso cura di loro.
Che strano, ci si può affezionare ad una persona anche se la si è frequentata poco: nella casa-rifugio rimanemmo tutti malissimo alla notizia della morte di quel simpatico signore, e due giorni dopo la telefonata di sua cugina, Gattuso e Cleopatra vennero presi e portati a Capolona, dove tuttora vivono.
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GATTUSO
Entrato nelle casa-rifugio a soli due mesi, nel maggio del 2007, era nato in una famiglia di Capolona assieme al fratellino Chinotto e alla sorellina Cipria, e da questa portati da noi de Lo Scudo di Pan, dicendo che non potevano assolutamente tenerli. I tre fratellini furono da noi accettati, ma ad un patto: che quella famiglia facesse sterilizzare la mamma gatta, perchè non avremmo accettato da loro ulteriori cucciolate.
Gattuso, Chinotto e Cipria avevano una bellissima e lucida pelliccia nera, si vedeva benissimo che erano nati in famiglia. Cipria fu adottata due mesi dopo, Chinotto dopo quattro mesi, quando ormai era grandicello, mentre sembrava che Gattuso fosse destinato a rimanere con noi per sempre.
Poi arrivò, una sera di ottobre sull’imbrunire, il signor Bernardo (vedi la scheda di Cleopatra) e anche Gattuso se ne andò. Dopo appena otto mesi Gattuso rientrò in sede e tuttora vive con tutti noi. Da qui non vuole più andarsene, ma avrebbe piacere che qualcuno si interessasse a lui, adottandolo a distanza.
Di Gattuso si è accennato nella scheda precedente, quella che parla della gatta Cleopatra. Entrato nelle casa-rifugio a soli due mesi, il 14 maggio del 2007, era nato in una famiglia di Capolona assieme al fratellino Chinotto e alla sorellina Cipria, e da questa portati da noi de Lo Scudo di Pan, dicendo che non potevano assolutamente tenerli. I tre fratellini furono da noi accettati, ma ad un patto: che quella famiglia facesse sterilizzare la mamma gatta, perchè non avremmo accettato da loro ulteriori cucciolate. Gattuso Chinotto e Cipria avevano una bellissima e lucida pelliccia nera, si vedeva benissimo che erano nati in famiglia. Cipria fu adottata due mesi dopo, Chinotto dopo quattro mesi, quando ormai era grandicello, mentre sembrava che Gattuso fosse destinato a rimanere con noi per sempre. Poi arrivò, una sera di ottobre sull’imbrunire, il signor Bernardo (vedi la scheda di Cleopatra) e anche Gattuso se ne andò. Dopo appena otto mesi Gattuso rientrò in sede e tuttora vive con tutti noi. Da qui non vuole più andarsene, ma avrebbe piacere che qualcuno si interessasse a lui, adottandolo a distanza
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CORNELIA
adottata a distanza da Maria Letizia Puzzella & Stefan Rossi
Cornelia è una gatta “tartarugata”, ovvero dai colori nero, rosso ruggine e beige talmente mischiati tra loro da non avere un colore predominante sull’altro. Viene da Roma, e ci fu portata nel giugno del 2007 da una conoscente che stima moltissimo Lo Scudo di Pan, togliendo così Cornelia da una situazione altamente a rischio.
Dopo circa tre mesi, una famiglia di Subbiano, venendo a visitare la nostra casa-rifugio, decise di adottarla, ma passarono appena quaranta giorni e Cornelia fu riportata da noi: il vecchio gatto di quella famiglia non voleva assolutamente saperne di dividere appartamento, cibo e affetti con la nuova arrivata, che per giunta miagolava in trasteverino stretto!… |
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GIUDITTA
adottata a distanza da Anna & Andrea Cappelli
In genere siamo noi de Lo Scudo di Pan che portiamo gli animali dai veterinari, ma per Giuditta è stato esattamente il contrario. Soccorsa da N. e L., portata nel loro ambulatorio e curata per riassestarle una zampa posteriore schiacciata da un’auto, dopo una ventina di giorni di degenza ci è stata da loro consegnata guarita, vaccinata, sterilizzata e… battezzata: Giuditta appunto.
Giuditta era una gatta già anziana nell’agosto del 2008, quando entrò nella casa-rifugio. La sua età avanzata la si può notare anche dal colore del pelo, che da nero sta via via prendendo riflessi rossicci. E’ probabile che lei non abbia mai abitato in famiglia, e che non conosca il piacere di essere stata l’unica gatta coccolatissima di casa. Forse, se sapesse che qualcuno la vorrebbe adottare anche solo a distanza, ne sarebbe felicissima, grata a quella persona per il resto della sua vita. |
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HUFEM
adottato a distanza da Sara Bobini
Cosa succede quando un animale di famiglia perde l’unica persona che lo amava veramente, che lo difendeva dall’ insofferenza degli altri parenti? Succede che quell’animale viene subito allontanato da casa. Così è stato per Hufem, un meraviglioso gattone tigrato che adorava la ragazza con la quale divideva tutto in casa, momenti belli e momenti burrascosi, carezze, fusa, pianti e urla!
La sua giovane padroncina era affetta da disturbi della psiche ed era caduta nella trappola delle droghe pesanti: la casa dove abitava con i suoi genitori diventava in certi momenti un inferno. Lei tentò varie volte il suicidio, infine venne ricoverata in modo stabile in un centro specializzato per alleviare, se non guarire, il suo desiderio di autodistruzione.
Hufem sarebbe finito sulla strada se un’assistente sociale, che seguiva da mesi la ragazza, non avesse acconsentito ad esaudire il suo più forte desiderio: sistemare presso qualcuno l’ unico, vero affetto della sua tribolata vita. Hufem è nostro ospite dall’ottobre del 2007. |
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LOLA
La telefonata di un negoziante ci avvisa che a Capolona ci sono dei gattini piccolissimi dentro un cartone, con la loro mamma che ogni tanto va ad allattarli. Raggiungiamo il luogo, e dietro il cortile di un grande palazzo condominiale troviamo la scatola in questione con dentro i suoi… inquilini, dei gattini con gli occhi ancora chiusi; siamo a non più di cento metri dalla nostra casa rifugio.
C’è la mamma gatta, in quel momento, ed è una bella fortuna perchè in questo modo possiamo prendere anche lei che potrà continuare ad allattarli. I suoi cuccioli non hanno più di tre, quattro giorni! Usiamo tutte le cautele per non spaventarla, lei si mostra tranquilla, quasi capisse che siamo venuti in suo aiuto. E’ magra, ancora giovane, ma di un bel manto grigio a pelo lungo. Si lascia avvicinare e mettere dentro una grossa portantina, quindi preleviamo la scatola di cartone dove quattro esserini protestano con forza per avere la loro dose di latte. E’ il 15 maggio del 2009 e mamma gatta viene chiamata Lola. La selezione naturale è spietata: i due cuccioli più deboli muoiono dopo circa due settimane, nonostante le cure e il latte della Lola, gli altri due invece crescono a vista d’occhio e verranno adottati entrambi da una stessa famiglia, dopo 70 giorni dal loro ingresso in Associazione. |
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MIELE
adottata a distanza da Mauro Buracchi
Miele è uno degli ospiti “storici” della nostra casa-rifugio, arrivata ben quattro anni prima della nascita stessa dell’Associazione. Da piccolina aveva problemi seri ad un occhio, e sembrava che dovesse perderlo perchè le cure si mostravano insufficienti. Ma poco a poco ci furono i tanto sperati miglioramenti e ora lei mette in mostra due occhi bellissimi, pieni di affetto. Lei è una gatta affettuosa, così affettuosa che a volte non riesci a salvarti dalle sue continue attenzioni. E’ insomma veramente “appiccicosa”, e da qui l’origine del suo nome.
Benchè adulta e quasi anziana, è rimasta minuta, le persone che vengono a visitare la sede la scambiano per una gattina di sei-sette mesi e vorrebbero adottarla. Miele invece la si può adottare solo a distanza: lei soffrirebbe troppo ad abbandonare il luogo dove è cresciuta e dove ha conosciuto tanti, tantissimi amici. |
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PALMIRO
adottato a distanza da Letizia Barzagli & Giannetto Scarabicchi
Palmiro è un certosino non puro, dal carattere molto particolare: ovvero è diffidente, oltremodo pauroso e poco amante dei suoi simili. Così poco amante che la famiglia dove viveva non riuscì a farlo convivere con gli altri due gatti di casa. Pensarono bene quindi di portarlo nella nostra casa-rifugio….. dove di gatti ce ne sono a decine e decine!
Noi de Lo Scudo di Pan avemmo l’accortezza di fargli fare un”inserimento” nella struttura molto graduale, portandolo dapprima nella camera da letto degli Umani che custodiscono permanentemente la casa-rifugio. Palmiro si infilò subito sotto il letto, e lì c’è rimasto per circa tre mesi, senza mai uscirne. Poi ha cominciato a farsi vedere sopra il letto ma dandosela a gambe levate non appena qualcuno entrava in camera, quindi finalmente a non fuggire più per nascondersi.
A questo punto si è tentato di portarlo nel reparto gatti, ma nel giro di tre settimane durante le quali si era rifugiato in un pertugio senza mai uscirne, Palmiro dallo stress aveva perso quasi tutto il pelo, rimanendo praticamente… nudo.
Riportato prontamente in camera da letto, è ricominciato tutto il percorso di mesi prima, ovvero: lunga permanenza sotto il letto senza farsi mai vedere; soste sopra il letto con immediata fuga appena una porta si apre; piena fiducia nell’ambiente e nei custodi con cui ora dorme serafico sopra il letto. Palmiro come avrete capito è un gatto che rimarrà a vita da noi, lo si può solo adottare a distanza e la persona adatta per tale adozione potrebbe avere un carattere timido e introverso come il suo. Non è una buona idea? |
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PETRA
adottata a distanza da Michela Migliano
Petra, bellissima gatta tigrata a pelo lungo, ha uno sguardo così fiero da mettere in soggezione. Nata a Poppi e probabilmente buttata fuori di casa all’età di un anno circa, ci è stata portata a metà marzo del 2008 da una ragazza che conosce Lo Scudo di Pan, dicendo che da qualche giorno la gatta si stava aggirando dalle parti del suo negozio in cerca di cibo.
Carattere poco incline a fare e a ricevere coccole, se ne sta sempre sulle sue anche con gli altri gatti ospiti e da questi rispettata: nessuno di loro ha infatti mai cercato di attaccar briga o di cercare la sua amicizia. E’ uno dei classici casi in cui una adozione a distanza sarebbe ideale! |
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PORTHOS
Porthos è arrivato nella casa-rifugio nell’ottobre del 2006, proveniente da Roma: aveva quattro mesi di vita. Una signora di Subbiano se ne invaghì, venendo un giorno a visitare i nostri ospiti, e volle adottarlo perchè la sua bambina crescesse con un animale in casa. Fu un’adozione felice per… i primi sei mesi.
La signora ci telefonava spesso, dicendosi entusiasta di lui. Poi un brutto giorno ce lo riportò, con la scusa che Porthos era diventato aggressivo e aveva graffiato varie volte la bambina e chiedendo se avevamo un altro cucciolino di gatto.
Porthos non è mai stato un gatto aggressivo, capimmo quindi che la sua colpa era semplicemente quella di essere cresciuto. Lo riaccogliemmo in sede ma a quella signora non abbiamo più dato cuccioli.
Avevamo visto giusto, perchè circa un anno dopo quella stessa signora ci telefonò chiedendoci se potevamo accogliere nella nostra casa-rifugio un gatto adulto! Ovvero un altro gatto che lei aveva avuto da cucciolo e che ora voleva sbarazzarsene per prenderne un altro più giovane. Esistono anche di queste persone, purtroppo! |
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RUDY IL BELLO
adottato a distanza da Giuliano Mascellari
Rudy il Bello arrivò in sede contro la sua volontà, molto probabilmente, perchè era stato chiuso dentro una vecchia sacca da ginnastica assieme ad un piattino pieno di cibo per gatti, e la sacca era stata fatta passare attraverso le sbarre di una finestra al piano terra della casa-rifugio!
Il piccolo aveva tre mesi circa, ed era riuscito dall’interno a forzare un punto dove la tela era sdrucita e a far uscire la testa. Quando un Socio de Lo Scudo di Pan lo vide sul pavimento, così insaccato, non volle credere ai propri occhi…
Anche Rudy guardò il Socio con aria stupita, chiedendosi chi mai fosse quel tale. Prontamente liberato e ripulito dal contenuto del piattino che gli si era spalmato tutto addosso, si rivelò un micio molto bello e dallo sguardo accattivante. Rudy è ospite della casa-rifugio da più di cinque anni, ha una salute di ferro a differenza di altri gatti suoi compagni, e vorrebbe provare la soddisfazione di essere adottato a distanza da una bella signora, colpita dal suo fascino di latin-lover! |
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SELVAGGIA
Selvaggia è arrivata in sede che non aveva ancora compiuto tre mesi, tra le braccia di una bambina di dieci anni, la quale l’aveva tolta dalla strada. Angela, questo il nome della bimba, aveva notato questo batuffolino bianco tra i cespugli di un campo, ai margini del fiume Arno. Tra le due creature nacque subito amicizia e reciproca fiducia. Angela le fece un piccolo rifugio fatto di bastoncelli, erba e sassi, quindi la battezzò Selvaggia e due volte al giorno andava ad accudirla portandole da mangiare.
Ma dopo una settimana circa, sentendosi più in forze, Selvaggia aveva cominciato ad esplorare i dintorni e ad attraversare sempre più spesso la strada provinciale che porta a Subbiano, con il rischio di essere travolta dalle auto. Ecco il motivo per cui si decise, consigliata dalla mamma, a portarla nella nostra casa-rifugio, facendoci giurare che non l’avremmo mai fatta adottare ad altre famiglie: Selvaggia era sua e sua doveva rimanere! Angela ora è una signorina, ma della sua gattina non si è mai dimenticata, venendola a trovare di tanto in tanto da noi, a Capolona. |
SPINO
adottato a distanza da Luca Giammarioli Spino è il classico gatto allevato a latte e bacini! Portato piccolissimo in sede da un vigile urbano di Capolona, il cucciolo aveva una bocca spalancata da fare pena: probabilmente non mangiava da tante, troppe ore. Di latte in polvere, specifico per i cuccioli di gatto rimasti senza mamma, in quel momento non ce n’era nella casa-rifugio, quindi ci fu una mobilitazione generale con telefonate su telefonate per procurarselo nel più breve tempo possibile.
Dopo mezz’ora una ragazza venne da Arezzo con il tanto agognato latte, e da quel momento… latte e bacini sono stati gli ingedienti che hanno fatto crescere questo simpatico gatto, che ora è tra i più anziani dei nostri ospiti ma che non ha ancora perso, e mai lo perderà, il vezzo di allungare il muso per ricevere… un bacino da uno di noi, quando gli capitiamo a tiro! |
VASCO
La storia di Vasco non è per niente originale. Accolto in famiglia da cucciolo dalla madre di due bambini, giusto per tenerli occupati quando lei si doveva assentare, una volta cresciuto non era più “divertente” e quindi relegato sul balcone di casa, al primo piano. Diventato sessualmente attivo, per il gattone rosso (a cui non avevano dato neppure un nome) era uno scherzo balzare in strada dalla terrazza in cerca di gattine accondiscendenti. Alla terza fuga in pochi giorni, la signora si presentò a Lo Scudo di Pan con il gatto, dicendo che non aveva più soldi per mantenerlo (?) e che quindi dovevamo trovargli una nuova casa.
Ma come tutti sappiamo, ben poche sono le persone disposte ad adottare un gatto adulto: tutti voglio il cucciolino da crescere e poter educare. Così questo portento di gatto, da noi subito battezzato Vasco Rosso, vive nella nostra casa-rifugio ormai da alcuni anni. In passato fu adottato a distanza da una signora di Arezzo, ma poi lei ha cambiato, rivoluzionato la propria vita andando a vivere in Brasile. Così Vasco Rosso attende una nuova adozione a distanza. Nel frattempo continua a scrivere belle canzoni… per le gattine innamorate. |
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VISO PALLIDO
Viso Pallido fa parte di una colonia felina di Monte Giovi (AR), accudita da una gattara del luogo che se ne prendeva cura. Venuto a mancare il suo compagno dopo una lunga malattia, alla signora venne ingiunto dalla suocera di sbarazzarsi di tutta la colonia, che stazionava su un terreno incolto di sua proprietà. La povera donna si rivolse allora a Lo Scudo di Pan.
Dopo essere riusciti a catturare quasi tutti i componenti della colonia con le gabbie a scatto, furono portati in sede e sottoposti ad analisi del sangue. Questo avveniva nel mese di aprile del 2007. Risultarono tutti affetti da FIV, ovvero l’AIDS felina. Fu così che Lo Scudo di Pan si vide “costretto” a creare in pochissimo tempo un reparto FIV-FELV appositamente per loro, affinchè non infettassero gli altri ospiti della casa-rifugio.
Di una diecina di gatti di quella colonia, Viso Pallido è al momento l’unico superstite rimasto in vita, sperando che lo rimanga ancora a lungo. Chi volesse comunque adottarlo a distanza, non aspetti troppo tempo per farlo: la sua vita è legata ad un filo nonostante la sua gran voglia di vivere. |
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SAMOA
Tutto cominciò con una telefonata giunta alla sede de Lo Scudo di Pan nel novembre 2010. Il dott. veterinario G* di Rassina ci raccontò che alla confluenza del torrente Rassina con l’Arno, in quei giorni gonfio d’acqua, era rimasta una striscia di terra ancora non sommersa, e che sopra si trovava isolata una mamma gatta con i suoi due piccoli, con grave rischio di annegamento. Una persona notò la scena della gatta che si agitava in cerca di un varco per raggiungere la terraferma, e non esitò a telefonare al veterinario mettendolo al corrente del fatto, il quale immediatamente chiese l’intervendo dei Vigili del Fuoco.
A sera inoltrata, lo stesso veterinario G* si presentò nella casa-rifugio de Lo Scudo di Pan con un trasportino, ne quale si trovava una cucciola solamente, spaventatissima. Il veterinario raccontò che i Vigili, prontamente soccorsi, riuscirono a prendere solo lei. Mamma gatta infatti, inferocita dallo spavento, si era arrampicata su un arbusto nato su quel lembo di terra e non voleva saperne di farsi prendere, graffiando e saltando agli occhi di chi osava avvicinarsi. Nel frattempo i soccorritori persero di vista l’altro cucciolo, senza più ritrovarlo.
Questa è la storia di Samoa, così è stata da noi chiamata, la quale deve aver ereditato il brutto carattere da sua madre. Infatti non si fa assolutamente accarezzare, soffiando con fare minaccioso appena allunghiamo una mano verso di lei, nonostante sia nostra ospite già da tempo. E’ la classica creatura che nessuna famiglia oserebbe adottare, ma che potrebbe benissimo essere adottata a distanza da una persona di buon cuore. |
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ROSMARINA
adottata a distanza da Stefano Riccesi
Nel gennaio 2010 riceviamo l’ennesima segnalazione di animale in difficoltà: un gatto è stato investito a Capolona, nei pressi dell’Ufficio Unico. Due volontari, armati di torce elettriche, partono immediatamente alla ricerca del gatto ferito. Il buio non favorisce il ritrovamento e l’animale si può essere nascosto ovunque. Ma la tenacia viene premiata dopo trenta minuti di assiduo rovistare.
Si tratta di una bellissima gatta tricolore, spaventatissima e nascosta sotto un folto cespuglio di rosmarino. Che gli animali abbiano un sesto senso è noto a tutti: Rosmarina ha capito, o se preferite captato, che i due volontari l’avrebbero aiutata, si è lasciata dunque prendere e chiudere in una portantina. Subito visitata dai nostri veterinari, le vennero riscontrate varie lesioni di piccola entità e una scarsa sensibilità alla zampa anteriore sinistra: non un buon segno. Dopo le lastre, era chiaro che la zampina non si sarebbe salvata… Amputata la zampa dopo qualche settimana, il tempo perchè lei guarisse dalle altre ferite, ora Rosmarina sembra aver dimenticato quei brutti momenti, si è adattata benissimo alla menomazione e salta tranquillamente come se nulla fosse.
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PIPPALDO
adottato a distanza da Silvana Ferrara
Pippaldo è arrivato nella nostra casa-rifugio da Battifolle, comune di Arezzo, nel giugno del 2010. Da tempo si aggirava, piuttosto malconcio, per i giardini delle abitazioni di quella zona. Una signora lo aveva notato prendendosi a cuore la sua sorte, in quanto il povero gattone dall’aspetto malaticcio faceva di tutto per ingraziarsela con moine e fusa. La signora, che ha altri gatti in casa, prima di accoglierlo tra le mura domenstiche lo portò dal veterinario il quale, dopo la visita e le analisi del sangue, scoprì che lo sfortunato animale era affetto da FIV, ovvero l’AIDS felina.
A questo punto la signora Silvana non se la sentì più di adottarlo, ma venendo a sapere dal veterinario stesso che Lo Scudo di Pan accoglie gatti con tale patologia, si rivolse alla nostra associazione, con la preghiera di dargli ospitalità, assicurando allo sfortunato Pippaldo il mantenimento a distanza per il resto della sua vita, che gli auguriamo ancora lunga.
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PICCOLO PAN
Piccolo Pan, detto familiarmente Panino, era un micio di appena tre mesi quando venne investito da un’auto, in zona Pescaiola di Arezzo. Notato da un passante sotto un’auto in sosta, non potè soccorrerlo personalmente perchè il suo cane, tenuto al guinzaglio, manifestava… altre intenzioni.
Fu così che a tarda sera giunse una telefonata alla casa rifugio de Lo Scudo di Pan con la segnalazione del micio ferito. Prontamente soccorso, alla successiva visita veterinaria risultò che Piccolo Pan aveva internamente il sacco intestinale rotto e una zampina spezzata.
L’abilità dei nostri veterinari gli hanno salvato la vita con un’operazione dall’esito per nulla scontato. E’ dal dicembre 2009 che “Panino” vive con noi, in attesa di una adozione a distanza.
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GELSOMINA
adottata a distanza da Sara Bobini
Tra moglie e marito… non mettere il gatto! Lui si era innamorato (termine appropriato) della sua gattina, Lei non la sopportava e dapprima impose che Lui la tenesse in cantina, poi dopo continui litigi sul costo del mantenimento della gatta (una scatoletta al giorno!…) costrinse il consorte a disfarsene.
Il signor M*, addoloratissimo, col groppo alla gola, bussò alla nostra porta supplicandoci di ospitare la sua gatta, alla quale non aveva osato dare un nome per non ingelosire ulteriormente la moglie. Capita la situazione, abbiamo accolto questa stupenda e dolcissima creatura, da noi subito battezzata Gelsomina.
Il sig. M* di tanto in tanto viene a trovarla, si scusa di non poter portare nulla per i nostri amici della casa-rifugio, dato che la moglie non gli lascia neppure i soldi per le sigarette, quindi se ne torna a casa sconsolato senza la sua Gelsomina.
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SELINA
adottato a distanza da Luca Giammarioli
Selina è arrivata alla casa-rifugio nel novembre 2011, giorno campale per la nostra piccola Associazione, dato che nella stessa data vennero accolti altri due gatti, di cui una con il bacino fratturato.
Selina invece era solo molto spaventata, in quanto non abituata ad essere presa e rinchiusa in una portantina. A portarcela da San Leo di Arezzo è stato un ragazzo di nome Luca, sposato da poco e neo-papà, il quale aveva notato già da giorni questa bella gatta molto timorosa e allontanata dagli altri gatti del quartiere. Mosso a compassione, ci ha contattato pregandoci di accoglierla: lui avrebbe pensato alle spese di sterilizzazione, ad eventuali cure e all’adozione a distanza.
Accettata la sua richiesta dalla direttrice della nostra modesta struttura, Luca si è affrettato ad effettuare la cattura nel modo meno traumatico possibile e a consegnarcela. Animo sensibile e generoso, Luca si è commosso nel vedere tutti i nostri numerosi ospiti, al punto di voler adottare a distanza non solo Selina come promesso, ma anche gatto Spino, un decano della casa-rifugio. Luca di tanto in tanto, quando gli impegni di lavoro glielo permettono, viene a trovare la sua protetta, la quale nel frattempo si è molto tranquillizzata e si fa accarezzare con visibile piacere.
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Storia in arrivo….
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PENNY LANE
Una gattina dalla strana deambulazione ondivaga ci venne consegnata da un ragazzo nel settembre del 2010. Ci disse di averla trovata in un campo nei pressi della Chiassa Superiore che camminava senza meta con la sua strana andatura, fermandosi di tanto in tanto a fiutare l’aria. Le si avvicinò con cautela per non spaventarla, e quando lei si accorse della sua presenza, avendolo di spalle, fece spaventata una piroetta su se stessa, ma subito dopo gli si avvicinò con la codina diritta e si strofinò tutta alle gambe di lui. Presa con facilità, ce la consegnò il giorno stesso.
Fatte le visite veterinarie d’obbligo prima di essere messa assieme agli altri ospiti, risultò che la piccolina aveva dei problemi neurologici non gravi, ma che le impediscono un’andatura regolare. Inoltre è completamente sorda! Ha un carattere meraviglioso: se viene accarezzata mentre dorme, non si accorge assolutamente del rumore dei passi, ma appena sfiorata si sveglia con un miagolio festoso e comincia subito il suo carosello strano di contorcimenti, sbandatine e testatine piene d’amore. E’ stata battezzata dal vecchio segretario dell’Associazione Penny Lane, ovvero con il titolo di una canzone dei Beatles di tanti, tanti anni fa.
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Storia in arrivo….
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CRISTAL
Storia in arrivo….
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