Gatti abbandonati: con l’estate l’impennata del fenomeno.
Tra canile Enpa e Scudo di Pan accolti oltre 120 esemplari.

Nadia Frulli
Nadia Frulli

“Ero al lavoro e proprio nei pressi dello stabile ho trovato un gattino: che fare? Per alcuni giorni lo abbiamo tenuto in azienda e poi ho provato a sistemarlo”. E’ l’esperienza di un lettore che si è trovato faccia a faccia con una delle piaghe dell’estate: l’abbandono di cuccioli di gatto. Gattini belli, bellissimi, ma fragili e spesso bisognosi di cure, che ogni anni nella stagione che va da maggio a settembre a decine e decine vengono abbandonati.

Il fenomeno di anno in anno persiste, e presenta numero pesanti. “Da noi, nella casa rifugio di Scopetone – raccontano i volontari dello Scudo di Pan, onlus aretina nata nel 2006 che offre un rifugio a tanti randagi – da maggio ad oggi sono arrivati circa 30 gattini: è una vera emergenza“. “Ma ogni anno, spiega uno dei soci – Cinzia Patricolo – si arriva a circa un centinaio”.

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Un dato, quello parziale, che quadruplica nel territorio del Comune di Arezzo se si considerano gli esemplari arrivati al canile di via della Cella, gestito dall’Enpa: “Da inizio anno – spiega Sandra Capogreco – da noi ne sono entrati 98 (quasi tutti dal 20 aprile in poi) contro 30 dati in adozione. I gatti che arrivano da noi, vengono visitati, curati e poi si tenta di darli in adozione. Quando non è possibile, sono rimessi in libertà nella più grande colonia felina di Arezzo che è appunto presso il canile comunale. Insomma facciamo del nostro meglio, accogliendo gli animali nello spazio disponibile: ovvero 2 stanze con gabbie e presso alcuni  volontari”.Alla casa rifugio di Scopetone sono ospitati 26 cani  (dei quali alcuni con patologie che richiedono costanti cure mediche, vittime di maltrattamenti e in molti casi salvati dalle forze dell’ordine che poi li hanno affiadati allo Scudo di Pan) e c’è spazio per 80 gatti: “Di solito – spiega Patricolo insieme ai volontari – i gatti che accogliamo sono tutti in situazioni difficili: adulti, malati, bisognosi di cure per i quali sosteniamo tutte le spese veterinarie, compresi quelli per interventi chirurgici se se ne presenta il bisogno. Poi ogni estate arrivano tutti i gattini: cucciolate abbandonate, lasciate vicino ai bidoni o trovate nelle pertinenze delle abitazioni dove a volte le gatte vanno a partorire. Finché possiamo li accogliamo, li facciamo curare, sverminare e provvediamo ai loro bisogni. Ma la situazione ogni estate si presenta difficile. Una vera emergenza”.

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In molti casi dietro all’abbandono di intere cucciolate c’è la reticenza a sterilizzare le gatte. “Da un lato per una questione economica – spiegano i volontari – i costi possono arrivare fino a 120 euro. Dall’altro invece è proprio una questione di cultura: molti pensano sia un’atto contro natura, ma in questa situazione non lo è affatto. Anzi”.

“E’ necessaria una vera campagna di sterlizzazione – sottolinea Sandra Capogreco dell’Enpa – colgo l’occasione per lanciare un appello all’Ufficio diritti degli animali del Comune di Arezzo: è necessario un piano specifico nel quale l’ufficio potrebbe coordinare gli enormi sforzi delle associazioni per riuscire a far fronte a questa problematica“.

Appello condiviso anche dallo Scudo di Pan: “Fare rete – spiega Patricolo – è l’unico modo per riuscire a far fronte a questa emergenza”.

Di pari passo c’è il lavoro della Usl: per quanto riguarda le colonie di gatti, è possibile rivolgersi alla Asl che ha attivato un apposito servizio per sterilizzare gratuitamente le colonie censite. “Un servizio che pochi conoscono – spiegano i volontari dello Scudo di Pan – ma che è molto importante per contrastare il fenomeno degli abbandoni”. Resta da capire quante colonie siano state censite, ma di questo ci sarà ancora modo di parlare.

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