flippo lippoFLIPPO LIPPO
adottato a distanza da Margherita Buti

Avete presente una tranquilla domenica di settembre? Era il 1997 e dopo mesi e mesi di siccità diluviava da far paura! Maria Pia e Andrea stavano viaggiando verso l’Emilia quando Maria Pia inchiodò bruscamente la vettura dicendo: “C’è un animale!” e si fermò lungo il ciglio della strada. Tra l’erba del fossato spuntava un musino sormontato da due occhi pieni di spavento. Era un cucciolo di cane, bagnato fradicio, con le orecchie appiccicate alla testa, il quale anzichè venirci incontro si ritirò nel fondo del fosso e da lì ci guardava, impaurito e sospettoso.Pioveva, di ombrelli a bordo non ce n’erano, e ci vollero buoni dieci minuti per convincere il malcapitato a fidarsi di loro e lasciarsi prendere. Fu immediatamente avvolto in un caldo plaid e asciugato come meglio si poteva. Era giovanissimo, sui cinque mesi, corto di zampe e lungo di schiena, così lungo che un nome solo non bastava per rappresentarlo tutto. Venne pertanto battezzato con un doppio nome: Flippo Lippo.Flippo Lippo ha cambiato, anzi rovesciato la vita di Maria Pia e di Andrea. Sono passati tanti anni da quella famosa domenica, e la casa di Flippo Lippo ora è diventata una casa-rifugio per animali sfortunati e senza famiglia. Vi trovano attualmente alloggio 18 cani e 70 gatti, tutti con una brutta storia alle spalle.Flippo Lippo è il capo branco riconosciuto da tutti, anche dai gatti che lo adorano, nonostante che lui sette anni fa si sia improvvisamente paralizzato agli arti inferiori per una ernia al disco. A nulla sono valse le visite a Roma e a Bologna per cercare di porre rimedio alla sua improvvisa infermità; ma Flippo non si è perso d’animo e, ottenuto un carrello per cani disabili, si è reso di nuovo indipendente, almeno per quel che riguarda la deambulazione. Questa è la storia di Flippo Lippo, piccolo cane dal cuore grande!

BuckBUCK
adottato a distanza da Jessica e Sira Livi

Buck è nato a Latina, nel Lazio, presumibilmente nel 2007. Non sappiamo nulla di lui, se ha mai avuto una famiglia che lo abbia adottato da cucciolo, o se è sempre stato un cane di strada  fino al momento in cui venne travolto da un’auto, rimanendo così paralizzato agli arti posteriori.  Fatto sta che Buck si ritrovò nel canile comunale di Latina.

Ora non tutti sanno che esiste una legge che vieta la soppressione dei cani randagi nei canili, come purtroppo avveniva un tempo, a patto però che il cane sia sano e autosufficiente. Buck non lo era, per cui il veterinario della USL di quella città aveva dato l’autorizzazione per sopprimerlo. Ma nonostante tutto, si può dire che Buck sia nato sotto una buona stella.

Infatti una giovane veterinaria, che prestava servizio come volontaria in quel canile, si ricordò di aver conosciuto mesi prima alla Festa dell’Uva di Subbiano una giovane associazione animalista che ospitava nella propria casa-rifugio un cane paralizzato, il mitico Flippo Lippo!

Si mise così immediatamente in contatto con Lo Scudo di Pan, chiedendo aiuto per il povero Buck, e lo portò fino a Capolona, dopo averlo sterilizzato, vaccinato e microcippato, tutto a spese sue. Buck si ambientò subito, venne accolto senza difficoltà dagli altri ospiti e dopo un po’ di tempo accettò la sua infermità, abituandosi a camminare con un carrellino che Lo Scudo di Pan acquistò dopo pochi giorni dal suo arrivo, grazie anche agli insegnamenti di Flippo Lippo che con il carrellino ci camminava già da quattro anni.

Commuovente fu anche la generosità dei clienti di un Centro Commerciale di Castelnuovo di Subbiano. Lo Scudo di Pan infatti effettuò una raccolta di denaro in favore di Buck, con lui presente in braccio ai volontari dell’ associazione, avvertento gli avventori che le eventuali offerte raccolte servivano per l’acquisto di un carrellino per il cane paralizzato.  Fu così che i 300,00 euro necessari vennero raccolti nel giro di poche ore e due giorni dopo Buck aveva il suo veicolo personale!

apriliaAPRILIA
Aprilia viene dal canile di Lucignano (Arezzo). Era l’ottobre del 2007 e lei aveva circa un anno e mezzo quando fu tolta da quella struttura. Lo Scudo di Pan infatti si assunse l’impegno di trovare a questa creatura tutta pelo una famiglia.

Dopo qualche giorno di permanenza nella nostra casa-rifugio, Aprilia venne adottata da una signora di Montevarchi; sembrava una adozione sicura, in quanto la signora in questione e suo marito, al momento della firma del foglio di adozione, si erano infervorati nel progettare acquisti per la cara bestiola, dalla cuccia alla pettorina, al guinzaglio, nonchè una visita di controllo presso un loro veterinario di fiducia. “Bene!- abbiamo pensato – questa cucciola sarà di sicuro amata!” Ma il giorno successivo, di mattina presto, ricevemmo una telefonata che ci intimò di andare a riprendere immediatamente Aprilia perchè…”…questo cane abbaia!!!”
In questi casi la cosa migliore è andare a riprendere subito l’animale senza cercare di mediare. Evidentemente moglie e marito credevano di aver adottato un “peluche”. Quella casa non era certo adatta per accogliere un cane.
Così Aprilia è tornata il giorno stesso da noi, tutta scodinzolante e felice di essere nuovamente tra amici, amici veri! Da cosa deriva il suo buffo nome? Dal fatto che quando abbaia sembra un 125 c.c. scarburato. Deve essere stata questa strana abbaiata a sconvolgere la famiglia di Montevarchi!

cleo cleopatraCLEO CLEOPATRA

 adottata a distanza da Clara, Bernardo e Umberto Condorelli.

Cleo Cleopatra è nata nel 1998 e, quando venne accolta da Lo Scudo di Pan, aveva appena due mesi. Era candida come la neve, un autentico piumino da cipria. Crescendo ha rivelato un carattere piuttosto diffidente nei confronti dei bambini e uno smodato amore per la pappa! Un vero guaio questo, perchè Cleo è piccolina di statura e aumentando di peso è diventata una pallina di grasso.

Ma un guaio maggiore Cleo l’ha dovuto affrontare nel 2006, quando ha cominciato a zoppicare. Portata prontamente dai veterinari, dalle lastre risultò evidente un sarcoma alla zampa anteriore sinistra. Il responso era di quelli che ghiacciano il sangue, e dopo un comprensibile senso di addolorato sconforto si dovette prendere velocemente una decisione per evitare la metastasi del terribile male: o l’amputazione della zampa o la soppressione.

Non fu facile decidere. Non era per le spese dell’operazione e per le successive e costose sedute di chemioterapia che rendeva difficile la scelta tra la morte o una vita da invalidi, bensì la qualità della vita che lei avrebbe dovuto affrontare. Si presero in considerazione tanti aspetti del problema, e alla fine si optò per l’operazione. Cleo di questa scelta è stata felice! Può infatti continuare a impazzire dalla contentezza davanti a una ciotola di saporita pappa, può continuare a sonnecchiare sul suo divano preferito, e delle passeggiate all’aperto non gliene importa gran chè: lei è stata sempre molto pigra.

bobBOB

 

Questo gigante di “Mountain Husky” incrociato con un pastore tedesco viene da Lucignano. Quando giunse nella casa-rifugio, nel 2006, aveva circa tre anni. Timorosissimo e quindi potenzialmente pericoloso, venne scaricato dal bagagliaio dell’auto dell’amico Fabio con l’aiuto di altri tre volontari  de Lo Scudo di Pan, con due guinzagli a laccio che non riuscivano a immobilizzarlo completamente. Portato a fatica in una stanza a pianterreno, riuscimmo tutti quanti a tranquillizzarlo poco a poco, blandendolo con la voce e le carezze.

Bob aveva paura di tutto perchè aveva vissuto fino a quel momento legato dentro un grottino, senza poter vedere nulla o quasi. Presentava il dorso e metà coda completamente senza pelo, e una forte infezione a entrambe le orecchie. Per lui tutto era nuovo: le mura di una stanza, la luce elettrica, l’odore della mobilia.

Nei giorni seguenti gli vennero fatte ben quattro biopsie per risalire alla causa della forte perdita del pelo. Risultò che Bob (così da noi chiamato) era allergico a molte sostanze nutritive, e che la profonda infezione alle orecchie, dovuta ai parassiti, peggiorava ulteriormente la forma allergica.

Questo magnifico esemplare, dalla forza devastante, viene adesso nutrito esclusivamente con il FORZA 10. Vive in un settore tutto suo del giardino della casa-rifugio, con una bella cuccia all’ombra di un folto albero. Il pelo sulla schiena è in buona parte ricresciuto, le orecchie sono guarite e da più di un anno ha una compagna con la quale va daccordo: la bella Olivia.

Un’ultima cosa, che non possiamo tacere: gli aguzzini che avevano tenuto in schiavitù per tre anni il povero Bob, dissero all’amico Fabio che era andato a chiedere spiegazioni di quel palese maltrattamento: “O lo porta via subito o gli tiriamo una fucilata!” . Com’è poi andata a finire ora lo sapete.

dianaDIANA
adottata a distanza da Silva Ghidini

Non sono frequenti, ma neppure rare, le telefonate notturne a Lo Scudo di Pan. Alle 2,00 di una notte di maggio del 2008 il 333-9329492  comincia a squillare, mettendo in allarme la piccola casa-rifugio e i suoi ospiti. La voce del maresciallo dei Carabilnieri di Subbiano ci chiede di vestirci in fretta: bisogna andare a prendere un cane che da settimane vive da solo dentro un garage.

Dopo quindici minuti i volontari de Lo Scudo di Pan sono per strada, davanti a una villetta, assieme ai Carabinieri. Il garage viene aperto e subito un tanfo di sterco e urina si diffonde tutto attorno. Un magnifico cane nero, meticcio di labrador, esce scodinzolando all’aria aperta. E’ felice di poter respirare l’aria pulita della notte e subito simpatizza con i suoi… liberatori.

All’interno, con l’aiuto delle torce elettriche, si può vedere un grande vaso di coccio semipieno di croccantini, diversi catini in plastica alcuni dei quali  contenenti ancora dell’acqua, e il pavimento interamente ricoperto delle deiezioni del povero animale prigioniero. Mentre uno dei volontari porta Diana (questo il suo nome) a fare una lunga passeggiata, l’altro prende accordi con il Maresciallo per accoglierla in modo permanente nella casa-rifugio, apprendendo così che l’attuale padrone è incappato nei rigori della Giustizia per motivi suoi, che è stato incarcerato quella notte stessa e che per diverso tempo vedrà il cielo da dietro le sbarre. Non ci crederete, ma Diana adora la divisa dei Carabinieri!

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