GREEN HILL a Montichiari (BS) è uno dei più grandi allevamenti europei di cani destinati ai laboratori di vivisezione. Da questo allevamento più di 250 beagle ogni mese finiscono tra le mani dei vivisettori e sui tavoli operatori. Animali nati per morire e condannati a soffrire.
Immagini riprese all’interno di alcuni dei laboratori che acquistano i cani da Green Hill mostrano cuccioli presi a pugni sul muso, animali operati a torace aperto, cani costretti ad inalare ed ingerire sostanze fino alla morte. Questo è il business sanguinario che si cela a Montichiari.
Dentro i 5 capanni di Green Hill sono rinchiusi fino a 2500 cani adulti, più le varie cucciolate. Un lager fatto di capanni chiusi, asettici, senza spazi all’aperto. File e file di gabbie con luci artificiali e un sistema di areazione sono l’ambiente in cui crescono questi cani, prima di essere caricati su un furgone e spediti nell’inferno dei laboratori.


Per un prezzo dai 450 ai 900 euro si possono comprare cani di tutte le età. Chi è disposto a pagare di più può comprare anche una madre gravida.
Green Hill inoltre offre ai propri clienti trattamenti chirurgici su richiesta, tra cui il taglIo delle corde vocali o l’asportazione di alcune ghiandole.
La campagna “SALVIAMO I CANI DI GREEN HILL” è nata con lo scopo di fermare l’ampliamento di questo allevamento-lager e si sta mobilitando adesso per una sua definitiva chiusura.

LA VIVISEZIONE IN LOMBARDIA
Nella sola regione Lombardia sono presenti 130 laboratori di vivisezione e ben 3 allevamenti di animali “da laboratorio”, oltre a molte aziende che producono gabbie, mangimi e strumenti di tortura per questa ricerca basata sulla sofferenza che è in realtà un vero e proprio business multimiliardario.
In ltalia vengono uccisi 1 milione di animali l’anno nei laboratori. Ogni tipo di ammale può essere usato dai vivisettori, non si salva nessuna specie.
Quello che avviene nei laboratori è coperto dal segreto e dal silenzio, nessuno deve vedere o sapere. Molti di questi luoghi sono attorno a noi: nelle Università, nelle sedi delle case farmaceutiche, negli ospedali come il San Raffaele o l’Humanitas di Rozzano, perfino in alcuni centri militari.
In tutti questi posti gli animali vivono in piccole gabbie, vengono sottoposti ad esperimenti di tossicologia e operazioni chirurgiche, gli vengono impiantati
ellettrodi nel cranio, vengono ustionati, vengono mutilati, uccisi e poi buttati nella spazzatura. Vittime sacrificate in nome di una presunta superiorità umana, segno evidente di una cultura basata sulla discriminazione del diverso e incapace di empatia verso altri esseri viventi.

LA REGIONE E IL PROBLEMA GREEN HILL
La Regione Lombardia con la Legge Regionale 33/2009 ha regolato tutti gli allevamenti di cani sul territorio regionale, siano essi privati, canili di associazioni o grandi allevamenti, decretando che non vi debbano essere più di 200 cani per struttura e dando spazi e metrature ben precise per la gestione degli animali.
Green Hill ha ben più di 200 cani e metrature non conformi per singolo individuo, e risulta chiaro che non potrebbe operare sul territorio lombardo se dovesse seguire questa direttiva. Ma la Regione dopo varie promesse e nonostante sollecitazioni da parte del Ministero della Salute, continua a non volere intervenire, lasciando che da Montichiari continuino a partire ogni giorno furgoni carichi di cuccioli destinati a morire tra dolore e sofferenza nelle gabbie di un laboratorio di vivisezione.

Agli animali non servono promesse, servono i fatti: chiudere Green Hill subito!
Coordinamento Fermare Green Hill – www.fermaregreenhill.net

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